900 litri di carburante da una tonnellata di rifiuti: ecco come è possibile

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900 litri di carburante da una tonnellata di rifiuti: ecco come è possibile

Produrre carburante a partire dai rifiuti è un progetto che rientra nella mentalità comune ormai da anni. Tanti sono i motivi per cui quasi si sogna di poter giungere a una trasformazione così importante: l’elevato costo del petrolio in primis; ma se si guarda ai fattori ambientali si trovano altre importanti risposte: le emissioni di CO2 nell’atmosfera danneggiano l’atmosfera stessa, minando la vivibilità e la salute del nostro pianeta. Adesso questa trasformazione è possibile anche in Italia: si può giungere a 900 litri di carburante da una tonnellata di rifiuti. Ecco come.

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900 litri di carburante da una tonnellata di rifiuti: il metodo pirolisi

Produrre 900 litri di carburante da una tonnellata di rifiuti. Potrebbe sembrare una follia, uno di quei progetti a lungo termine che fin dagli anni ’70 fa parte della mentalità comune. In effetti, l’elevato costo del petrolio e i gravi danni all’ambiente che sono provocati dall’emissione di CO2 nell’aria che respiriamo hanno sempre portato a voler superare la problematica dei rifiuti.

Adesso, con una scoperta fatta da Grt Group, un’azienda italiana che ha sede in Svizzera, questa trasformazione può essere realizzata. Il metodo per poter far ciò e il metodo pirolisi, che porterebbe le tonnellate di rifiuti a essere trasformate in preziosi litri di carburante. Non solo: gli impianti non saranno ingombranti e non ci saranno neanche emissioni dirette.

Il metodo pirolisti consiste nella rottura delle catene molecolari che rendono dura la plastica. Le zero emissioni sono garantite dal momento che il processo avviene in assenza di ossigeno. Già aziende in Europa, Stati Uniti, America Latina e Asia funzionano in tal senso. L’obiettivo è di renderle operative anche in Italia, entro aprile del 2019. 

Le parole di Del Fabbro

La scoperta fatta da Gtr Group è stata riportata da Repubblica, attraverso le parole di Luca Del Fabbro che ha spiegato le dinamiche della trasformazione e il metodo che potrebbe portare alla produzione di 900 litri di carburante da una tonnellata di rifiuti.

Queste le sue parole: «Ogni impianto di questo tipo consente di mettere al sicuro, evitando che finisca nel Mediterraneo, l’equivalente di un camion pieno di plastica al giorno. Con quattro impianti da 5 mila tonnellate si eviterebbero le emissioni di CO2 prodotte da 6 mila persone residenti in Italia. E si potrebbe fare a meno di una discarica grande 28 ettari, cioè 40 campi da calcio. Calcolando che nel nostro Paese si raccolgono facilmente circa 150 mila tonnellate di plastica l’anno, si potrebbe realizzare rapidamente un centinaio di impianti di questo tipo».

 

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