Aggressioni acido, gli auguri tristi di Martina Levato per la Festa della Mamma 2017

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Non tutte le mamme hanno potuto festeggiare con i propri figli la Festa della Mamma 2017 domenica: Martina Levato, condannata a 20 anni di carcere per le ormai tristemente famose aggressioni con l’acido con il compagno Alexander Boettcher, è da ottobre che non vede il suo bambino. Dopo gli eventi e la condanna, i giudici hanno stabilito che il figlio della detenuta di San Vittore è adottabile. Anche se c’è un ricorso in Cassazione in corso, la tristezza pervade il cuore di questa madre che, dietro le sbarre, ha deciso di farsi forza e fare gli auguri, seppur tristi, a chi come lei non può vedere i propri figli in questo giorno speciale e ricevere una carezza o un regalino fatto con le loro mani: si tratta delle altre detenute del carcere.

Martina Levato, in occasione della Festa della Mamma 2017, ha scritto alle altre detenute di San Vittore. Le mamme del mondo non sono tutte uguali e da una piccola cella, attraverso il suo legale Laura Cossar, la protagonista delle aggressioni con l’acido ha voluto mandare un saluto alle mamme detenute carico di solidarietà, una sorta di carezza virtuale che ogni sera, tutte loro sognano di dare ai loro figli prima della nanna, come ogni mamma normale farebbe.

Ecco la dedica integrale di Martina Levato: “A tutte voi mamme recluse o lontane dai vostri figli che oggi, come me, vivete con tristezza questo giorno di festa, dedico un pensiero di solidarietà e una carezza, la stessa che ogni notte sogno di dare al mio bambino”. Balzata agli onori della cronaca per aver compiuto delle aggressioni con l’acido insieme al compagno Alexandre Boettcher, il padre del loro figlio, ora dovrà scontare una condanna a 20 anni di carcere. Entrambi i genitori non hanno potuto più vedere il bambino dallo scorso ottobre, da quando è arrivata la sentenza di primo grado. Fino ad allora, la ormai ex studentessa della Bocconi aveva potuto vedere suo figlio una volta a settimana e allattarlo in maniera indiretta. Ora, la donna tramite il suo legale ha fatto ricorso in Cassazione per l’annullamento della sentenza precedente e ha fatto richiesta di affidamento del minore.

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