Alfie, nuova udienza oggi alle 16.30: il piccolo ha respirato da solo per 10 ore

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L’inaspettata notizia dà nuova speranza alla famiglia del piccolo Alfie. Dopo la decisione drastica di staccare la spina al neonato di 23 mesi, la sorpresa: il piccolo è stato in grado di respirare autonomamente per 10 ore (di cui 6 senza essere neanche idratato). Dopo il lungo tempo i medici hanno deciso di continuare a idratarlo e fornirgli ossigeno. Oggi udienza straordinaria a Manchester, alle 15.30 (16.30 locali).

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Alfie, una storia più che travagliata

La storia del piccolo Alfie è, ormai, nota a tutti. Il neonato di 23 mesi affetto da una patologia neodegenerativa è stato oggetto di numerose battaglie in merito a diritti umani. Da un lato Tom e Kate, i giovani genitori del piccolo, che non si sono mai rassegnati portando avanti numerose battaglie. Dall’altro organi di sempre più importante valenza che hanno categoricamente negato alla famiglia la possibilità di tenere in vita il figlio attraverso i macchinari: Alta Corte, Corte d’Appello, Corte Suprema e, addirittura, Corte Europea dei Diritti Umani.

Allo stesso tempo, l’ospedale di Liverpool, che tiene in vita il bambino attraverso i macchinari, si è detto non disposto a continuare con un processo che non è solo non risponde agli interessi e gli standard dell’ospedale, ma sarebbe anche disumano per il bambino stesso. In soldoni, benchè la volontà dei genitori sia ineccepibile, è pur sempre dettata dal desiderio (disumano, secondo gli organi inglesi) di tenere in vita il figlio.

Cittadinanza italiana straordinaria? L’idea di Alfano

Uno spiraglio era stato dettato dal particolare caso italiano; a partire dall’ospedale Bambino Gesù di Roma, che si era offerto di ospitare il piccolo Alfie entro le sue mura e continuare a tenerlo in vita attraverso i macchinari. Per entrare a far parte di suddetto ospedale, però, dovevano essere adottate delle misure straordinare che permettessero al piccolo Alfie di “eludere” la decisione britannica di staccare la spina.

La decisione era stata presa, da Alfano, lunedì pomeriggio: dare una cittadinanza italiana straordinaria al neonato e permettergli di giungere, senza problemi, a Roma, dove sarebbe stato accolto dall’ospedale Bambino Gesù. La procedura, però, è più lunga di quanto l’idea possa far pensare: per far sì che ciò avvenga si deve aspettare al prossimo lunedì, con la conferma prima del consiglio dei ministri (venerdì) e poi del presidente della Repubblica.

Quando tutto era pronto per il trasferimento in Italia del neonato, sono state queste le obiezioni mosse da Sophia Roper, custode legale del piccolo Alfie nominata dal tribunale di Liverpool. Innanzitutto, sostiene la Roper, il piccolo non ha ancora ottenuto, ufficialmente, la cittadinanza italiana (e così è, in effetti). In secondo luogo, è un cittadino britannico che vive sotto la giurisdizione britannica, pertanto deve attenersi – a malincuore – alle decisioni prese, per quanto essere siano atroci per la giovane famiglia.

Piccolo Alfie, la sopresa stanotte: ha respirato da solo per 10 ore

Tutto pronto, quindi, alle 22.30 di ieri. Al bambino, come stabilito, devono essere staccati i macchinari che lo tengono in vita artificialmente. Ci si aspettava, come è lecito, che dopo mesi e mesi di dibattito su quanto sia inutile tenere in vita chi, naturalmente, non riuscirebbe a sopravvivere, che la morte del bambino sarebbe avvenuta dopo poco, e invece è accaduto l’impensabile.

Il piccolo Alfie, tra le braccia della madre, è riuscito a sopravvivere per dieci ore senza l’ausilio dei macchinari. Dopo 4 ore di respirazione autonoma, addirittura gli erano stati tolti cibo e acqua, ma – pur disidratato – il bambino è sopravvissuto lo stesso sotto lo sguardo incredulo e commosso della madre. Quest’ultima ha sottolineato quanto, tutto ciò, confermi che i medici si sbagliano e che c’è spiraglio di salvezza per il bambino. Gli stessi medici che avevano staccato la spina hanno fatto un passo indietro e, dopo 10 ore, hanno riattaccato la spina, dandogli ossigeno e acqua.

La notizia, rimbalzata subito nonostante l’ospedale abbia taciuto (non è stato fornito neanche il bollettino) ha fatto sì che l’Italia si mobilitasse – dal Vaticano al Governo, passando per l’ospedale Bambino Gesù che ha rinnovato la sua offerta – mentre Londra taceva. Fino a stamattina la situazione era bloccata, fino a quando Anthony Paul Hayden, giudice dell’Alta Corte, ha convocato una nuova udienza per le 15.30 (16.30 italiane) a Manchester. Si attendono, naturalmente, sviluppi.

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