Alleanza anti-Netflix: tutti i dettagli della proposta di Mediaset

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Alleanza anti-Netflix: tutti i dettagli della proposta di Mediaset

Nel corso dell’assemblea degli azionisti svoltasi ieri a Cologno Monzese, il presidente della Mediaset Fedele Gonfalonieri ha rilanciato la proposta di un’alleanza anti-Netflix, vale a dire un accordo tra diverse imprese europee che possa portare al respingimento dell’assalto di piattaforme come Netflix o Amazon Prime. Il seguito e il successo che queste piattaforme web hanno ottenuto è sempre più largo; l’unico modo per contrastarlo è quello di creare una solida cooperazione con proposte convincenti e accessibili per tutti. In questa ipotetica alleanza anti-Netflix non rientrerà Vivendi, dal momento che Mediaset e la società francese finiranno per vie legali. Intanto Berlusconi parla del Mondiale e dell’offerta calcistica

Idea di alleanza anti-Neftlix: come funzionerà?

Si tratta essenzialmente di un’idea, circolata tra gli azionisti nel corso di un’assemblea svoltasi ieri a Cologno Monzese. Un’idea che deve ancora prendere forma e arricchirsi di validi contenuti, ma che ha raccolto il consenso di molti dei presenti. A parlare è stato il presidente della società italiana, Fedele Gonfalonieri, il quale ha espresso il desiderio di creare una solida cooperazione tra imprese europee per fermare il fenomeno – sempre più dilagante – delle piattaforme web come Netflix o Amazon Prime.

«L’unica alternativa per il mercato dei contenuti televisivi è quella di creare aggregazioni e combinazioni di imprese europee», ha detto Fedele Gonfalonieri, precisando anche che, nell’eventuale accordo, Mediaset agirebbe da socio promotore, per coordinare tutte le imprese estere che vogliono collaborare. Parole importanti anche dell’amministratore delegato, Pier Silvio Berlusconi, che ha chiarito la natura dell’accordo: «al momento non ci sono trattative precise ma solo la voglia e l’interesse di fare qualcosa in Europa, del quale saremmo la locomotiva trainante». Quella che è stata un’idea di Gonfalonieri potrebbe realizzarsi prima e meglio del previsto: un’eventuale alleanza anti-Netflix è nei piani di tutte le aziende europee, stando alle parole del presidente stesso.

Vivendi non farà parte dell’alleanza anti-Netflix

Nell’eventuale alleanza anti-Netflix, che dovrebbe certamente interessare tutte le imprese europee, non rientrerà a far parte Vivendi, società francese con cui Mediaset aveva raggiunto un accordo che doveva essere il suo punto di forza. Con la società che detiene il 29% del colosso italiano si è arrivati ormai ad una tensione palpabile, soprattutto dopo l’assemblea degli azionisti che ha segnato un nuovo, importante, strappo tra le due parti.

Vivendi ha in mano il 29% della Mediaset, di cui il 19% è affidato a un trust. Tuttavia, nel corso dell’assemblea, il delegato di Simon Fiduciaria (il trust) aveva tentato di ottenere accesso ai lavori. Accesso negato, dal momento che – secondo il consiglio di amministrazione di Mediaset – le azioni sono state acquistate violando gli accordi che c’erano stati tra Vivendi e Mediaset. Il contratto di vendita di Mediaset, firmato nel 2016, non è stato rispettato dalla società francese e le due parti sono sempre più divise. Ulteriore conferma è arrivata dall’ad Berlusconi«Ad oggi siamo per vie legali con Vivendi. Non ci sono trattative».

Berlusconi parla di Mondiale e offerta calcistica

Non solo alleanza anti-Netflix, ma anche offerta calcistica e rendimento di Mediaset per quanto riguarda il Mondiale. Sono questi i temi più caldi in Mediaset, che si trova di fronte alla necessità di assicurare, ai suoi abbonati, la possibilità di poter guardare i match di Serie A e non solo. Per quanto riguarda il campionato italiano di calcio, i suoi diritti sono stati acquistati da Sky e Perform. Per offrire un pacchetto ai suoi abbonati, Mediaset dovrà parlare con le due parti interessate, e potrebbe giungere a un compromesso che ricorda proprio la piattaforma web Netflix. Non un abbonamento prepagato, ma mensile e con possibilità di recesso in qualsiasi momento:  «Possiamo offrire il calcio solo se, per farlo, non dovesse cambiare il piano presentato lo scorso gennaio a Londra», ha detto Berlusconi.

Intanto, la piacevole sorpresa che deriva dall’andamento di Mediaset nei Mondiali ha impressionato tutti. E’ la prima volta, infatti, in cui non solo si ripaga il costo per acquistare i diritti della competizione, ma si crea anche margine. «L’evento non solo di ripagherà ma creerà margine», ha sottolineato l’amministratore delegato: i 70 milioni di euro per acquistare i diritti del Mondiale sono già stati recuperati durante la fase a gironi. Ci si aspetta che la fase finale della competizione calcistica sia ancora più seguita, e possa assicurare molto in termini di ricavi per il colosso italiano.