Alzheimer, ansia primo indicatore della malattia

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Alzheimer, ansia primo indicatore della malattia
Fonte: Facebook

Ansia segnale dell’Alzheimer: la spia sarebbe l’accumulo di placche beta amiloidi e uno studio proverebbe questa teoria.

Alzheimer e ansia, c’è correlazione?

Ansia e depressione connotano la parte finale dell’esistenza di tante persone. Come mai? Ci sono tanti anziani felici e sorridenti, per carità, ma la maggior parte degli attempati è spesso ansiosa. Tanto che gli esperti si sono chiesti se dietro questo stato d’animo ci siano i primi segnali dell’Alzheimer. Di solito, l’ansia negli anziani è correlata al forte accumulo di placche beta amiloidi, quelle che, secondo la comunità scientifica, favoriscono l’insorgenza di questa patologia E’ probabile, dunque, che l’ansia rappresenti un sintomo della patologia neurodegenerativa, un’avvisaglia che si manifesta molto prima dei disturbi mnemonici e cognitivi caratteristici della malattia.

Studio Alzheimer su 270 anziani

E questa non è solo una teoria: uno studio coordinato dalla Dott.ssa Nancy Donovan, studiosa presso il Brigham and Women’s Hospital, a Boston, ha reso concreto il possibile nesso tra ansia e morbo di Alzheimer. Sono stati monitorate da lei e dal suo team di esperti la bellezza di 270 persone tra i 62 e i 90 anni, senza disturbi mentali. Durante il test, gli anziani hanno dovuto eseguire tanti esami, come la PET del cervello per accertare un possibile affastellamento di placche beta amiloidi. E’ stato dimostrato che tali placche tendono ad addensarsi nel cervello dei malati di Alzheimer anche decenni prima della comparsa dei sintomi della malattia.

Collegamento ansia e Alzheimer

L’Alzheimer è una malattia che affligge molti anziani nel mondo. E’ stato stimato che in Italia soffrono di tale patologia neurodegenerativa circa 600mila persone. Gli studiosi di Boston hanno scoperto che gli anziani più ansiosi avevano più sostanza tossica beta amiloide nel cervello. Perciò non è una utopia questo collegamento tra ansia e Alzheimer. Questo suggerisce che i sintomi ansiosi potrebbero rappresentare una manifestazione della patologia prima dell’esordio dei problemi cognitivi tipici della malattia.