Animali in via di estinzione sulla terra, tutta colpa del clima

Per la fine del secolo il Mediterraneo rischia di vedere più della metà degli animali in via di estinzione. Questo avverrà se nel mondo non si ridurranno le emissioni di CO2.

L’allarme nasce dallo studio condotto dal Wwf con all’università britannica dell’East Anglia e all’australiana James Cook University. Pubblicato sulla rivista «Climatic Change».

Secondo lo studio, a fine secolo, si assisterà ad estinzioni locali in alcuni dei paradisi mondiali della biodiversità. E in particolare, sottolinea il rapporto, si perderà il 25% delle specie che popolano le aree chiave per la biodiversità.

Animali in via di estinzione: le zone a rischio

Le aree a rischio sono le più variegate. Le savane boschive a Miombo in Africa, dove vivono ancora i licaoni, l’Australia sudoccidentale e la Guyana amazzonica sicuramente saranno tra quelle più colpite. Fino al 90% degli anfibi, l’86% degli uccelli e l’80% dei mammiferi scompariranno localmente nelle foreste a Miombo, in Africa meridionale. L’Amazzonia andrà a perdere il 69% delle sue specie vegetali. Nell’Australia sudoccidentale l’89% degli anfibi andrà a scomparire.

Nel Madagascar il 60% di tutte le specie si conterà sulle dita di una mano. Le boscaglie del fynbos nella regione del Capo Occidentale in Sud Africa, potrebbero affrontare estinzioni locali di almeno un terzo delle specie presenti.

Animali in via di estinzione, cosa accadrà nel Mediterraneo?

Secondo quanto riporta il rapporto del Wwf, Mediterraneo è tra le zone più esposte ai cambiamenti climatici. Per questo se ci fosse un cambiamento climatico «moderato» si renderebbe vulnerabile la biodiversità: anche se un accrescimento delle temperature si limitasse a 2 °C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante ed animali sarebbe sottoposta a rischio.

L’aumento delle temperature di certo supererà la variabilità naturale del passato, facendo di questa zona del pianeta un hotspot dell’impatto climatico.

Il Wwf dice che bisogna aspettarsi periodi di siccità in tutte le stagioni, con potenziali stress da calore per gli ecosistemi e le specie più sensibili.

«La cosa più importante che il mondo può fare è mantenere l’aumento della temperatura globale al minimo facendo tutto il possibile per ridurre i gas serra nell’atmosfera. In parole povere, dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili».

Informazioni su Alessia D’Anna 523 Articoli
studentessa in giurisprudenza amante della scrittura, con esperienza nelle notizie dell'ultima ora

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