Auto senza pilota, inizia la sperimentazione in Italia

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auto senza pilota inizia sperimentazione Italia

Il Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti) ha reso noto, ieri sera, un documento sulla Gazzetta Ufficiale dove si autorizza, formalmente, la sperimentazione delle smart road e della guida automatica (cioè, senza pilota) su strada. La comunicazione, resa nota dal Mit, arriva dopo una serie di controlli per far sì che ci siano Stardard di sicurezza per permettere, alle auto, di guidare – di fatto – automaticamente.

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Auto senza pilota, lo sfortunato caso della vettura Uber

Una notizia del genere, che era già stata anticipata a marzo dal Ministro Graziano Delrio, fa subito tornare alla mente lo sfortunatissimo caso della vettura Uber.

In quel caso, così come sarà previsto per le auto senza pilota in Italia, c’era un supervisore che sarebbe dovuto intervenire in caso di pericolo, prendendo in mano la situazione per evitare disastri. Così non fu, un po’ per distrazione del supervisore stesso, un po’ per svariate condizioni non del tutto previste (la strada era di fatto buia e solo un attimo prima dell’incidente si è potuta intravedere la vittima). A pagarne le spese fu uno sfortunato ciclista che attraversava la strada trasportando a mano la sua bicicletta.

E’ ovvio che un caso del genere possa complicare non poco la situazione, soprattutto nella considerazione pubblica dell’evento. E’ allo stesso tempo ovvio che ci sia poca fiducia nei confronti di una tecnologia che perfetta non si è rivelata essere.

Auto senza pilota, le disposizioni italiane

Tuttavia, stando a tutte quelle disposizioni prese, il rischio di incidenti di tal tipo dovrebbe ridursi, ovviamente mai dello 0%. Non sarà infatti possibile, così come già accade in California, che le auto senza pilota siano, effettivamente, senza pilota.

Dovrà esserci, almeno nella lunga fase di sperimentazione, sempre un supervisore che intervenga per porre freno a una situazione di difficoltà. Allo stesso tempo, non sarà così semplice far circolare un auto senza pilota. Chi, infatti, vorrà mandare in giro questo particolare tipo di vetture, dovrà prima fare richieste. L’autorizzazione arriverà soltanto in risposta a numerose procedure che sono state disposte dal Mit e accordate tra i paesi dell’Unione Europea. Non tutti, infine, potranno fare richiesta. Ad essere autorizzati saranno istituti universitari o enti (che siano essi pubblici o privati) di ricerca.

Inoltre, lo chiarisce la nota stessa presente sul Corriere, sono state individuate strade sicure dove far circolare le auto. Entro il 2030, inoltre, sempre più strada sicure saranno connesse tra di loro, per poter garantire la corretta funzionalità della vettura e maggior sicurezza sulle strade. Entro lo stesso anno, inoltre, saranno installati anche dispositivi di monitoraggio e controllo, che supervisioneranno i flussi circolatori, suggeriranno traiettorie sicure, parcheggi o aree di rifornimento.

Infine, presso il Mit, sarà predisposto un Osservatorio specifico dove tenere sempre sotto controllo l’operato della nuova smart road. Che sia un vero e proprio cambiamento epocale?

 

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