Banca Carige, si dimette anche vicepresidente Malacalza

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Banca Carige, si dimette anche vicepresidente Malacalza

E’ vero e proprio caos per Banca Carige; la banca italiana con quartier generale a Genova sta attraversando un periodo di vera e propria crisi, dopo le dimissioni del presidente Giuseppe Tesauro. La notizia delle ultime ore è allo stesso modo negativa: si è dimesso anche il vicepresidente Vittorio Malacalza. Quest’ultimo ha giustificato le sue dimissioni dal consiglio di amministrazioni per via di una delegittimazione subita da parte dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino.

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Banca Carige, arrivano anche le dimissioni di Malacalza

Le dimissioni di Giuseppe Tesauro, presidente di Banca Carige, erano arrivate non troppo tempo fa. Al danno si aggiunge anche la beffa, con le dimissioni avvenute anche da parte del vicepresidente Vittorio Malacalza. Il vicepresidente ricopriva il ruolo di presidente ad interim dopo le dimissioni di Tesauro, e deteneva il 20,6% della Banca.

L’annuncio è arrivato all’interno di una nota, dove Malacalza ha affermato al “consiglio di amministrazione di Banca Carige l’intenzione di rassegnare le mie dimissioni da consigliere”. Le dimissioni arrivano per via di un tentativo di delegittimazione avvenuto, nel corso del 3 luglio, da parte dell’ad Paolo Fiorentino.

Le parole di Vittorio Malacalza

Vittorio Malacalza ha ampiamente parlato della sua decisione di dimettersi da Banca Carige, affermando di  aver “rappresentato al consiglio di amministrazione che tale decisione è stata tra l’altro determinata dalle recenti dimissioni di altri consiglieri e dai contenuti delle stesse, nonché dal tentativo dell’amministratore delegato di delegittimare il mio ruolo di supplenza del Presidente nell’incontro con la stampa dello scorso 3 luglio, nel quale, anziché smentire la voce di supposte obiezioni della Bce a tale ruolo di supplenza, la ha accreditata con una risposta evasiva e ambigua, nella quale ha comunque affermato la “anomalia” della mia posizione”.

La decisione è stata “determinata dalla divulgazione dell’intercettazione della conversazione telefonica tra il sig. Luca Parnasi e il dott. Paolo Fiorentino, che ha assunto per me particolare significato alla luce del fatto che quest’ultimo, proprio nei giorni immediatamente precedenti all’arresto dell’avv. Lanzalone, mi riferì di averlo incontrato, decantandomene le qualità professionali”. Paolo Fiorentino avela querelato Giuseppe Tesauro dopo le sue decisioni e il suo tentativo di deleggitimazione nei confronti di Malacalza ha portato quest’ultimo a scegliere di dimettersi.

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