Beatrice Vio Foto Dolcissima di Anne Geddes Per La Campagna In Favore Della Vaccinazione Contro La Meningite

Beatrice Vio, una foto di Anne Geddes per la campagna a favore della vaccinazione contro la meningite

WinForMeningitis. E diventa subito virale. La Campionessa paralimpica Beatrice Vio, per tutti affettuosamente Bebe, ha in fondo vinto la sua battaglia con la vita. Ne porta sul volto e sul corpo le cicatrici, ma oggi, grazie allo scatto infantile e dolce di Anne Geddes ci tiene a ricordare quanto la vaccinazione sia importante per non morire di meningite e per non dover affrontare il suo dolore. Un dolore profondo che, ad undici anni, costò a Beatrice Vio l’amputazione degli avambracci e delle gambe. La meningite non perdona, ma, nonostante ciò, esiste il vaccino e risulta efficace. Una campagna importante, sostenuta da altri Campioni Olimpici. Per l’Italia, Beatrice Vio ha rappresentato l’emblema della lotta e del coraggio contro la malattia.

Beatrice ha studiato scherma sin dalla tenera età. La malattia non l’ha fermata. Ha raggiunto successi internazionali e rientra tra le Campionesse paralimpiche più amate ed apprezzate. L’oro olimpico a Rio nel Fioretto Individuale si attesta come una conferma della determinazione di una ragazza straordinaria che, nel servizio fotografico di Anne Geddes, vuole gridare: “Vaccinate, vaccinate e vaccinate”. Solo il vaccino può impedire le conseguenze gravi della malattia o prevenire la morte.

La Meningite nel mondo

Nel mondo, ogni anno, 500.000 persone contraggono la meningite. 50.000 casi si rilevano letali. Negli altri casi, la guarigione completa risulta rara, con problemi neurologici, visivi o l’amputazione degli arti tra le conseguenze a lungo termine. Solo la vaccinazione infantile può garantire una corretta prevenzione dalla malattia che ancora miete le sue vittime.

Il caso della Meningite in Toscana

La pandemia di Meningite che ha colpito la Toscana a cavallo tra 2015 e 2016 risulta atipica soprattutto in quanto trans-generazionale. Solitamente la meningite colpisce sino a 24-25 anni, mentre molte delle vittime del Meningococco C in Toscana avevano oltre i 60 anni. In molti casi il vaccino non ha impedito di contrarre la malattia. Tuttavia, assicurano gli esperti, esso attenua gli effetti della malattia e ne accelera il decorso. Al momento, il vaccino resta, anche in Italia, l’unico modo per difendersi da questo brutto spauracchio.

L’ultimo caso di Meningite in Toscana

Il bambino di 3 anni che ha contratto una forma settica di meningite C resta in terapia intensiva al Mayer di Firenze. I medici sono cauti ma ottimisti circa un evolversi positivo del quadro patologico. Trattandosi di una forma spesso letale, il vaccino ha protetto l’organismo del piccolo, rendendo la malattia meno aggressiva.

Continua la campagna di vaccinazione in Toscana

Continua a ritmo serrato la campagna di vaccinazione in Toscana. La Regione consiglia la vaccinazione contro il Meningococco C già dopo il primo anno di età. Ogni 10 anni il vaccino deve essere ripetuto per risultare efficace. Inoltre, estesa alla prima infanzia la vaccinazione contro la Meningite B. Il vaccino andrebbe sottoposto prima della stagione invernale, quando il Meningocco C risulta più aggressivo.

Vaccinare, per salvarsi o salvare una vita.

 

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