Befana 2018: origini, storia e credenze popolari sulla Epifania

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Befana 2018 origini, storia e credenze popolari Epifania 2018

Chi è la Befana, ovvero l’anziana signora a cavallo di una scopa che porta dolciumi ai bimbi bravi e carbone ai monelli durante la Festa dell’Epifania.

Epifania 2018, storia e origine della Befana

Il nome Befana, che descrive una figura folkloristica legata alle festività natalizie, tipica di alcune regioni italiane e poi diffusa poi in tutta Italia, deriva dalla corruzione lessicale di Epifania, dalla parola greca epifáneia, evoluta nell’idioma bifanìa e befanìa. Non tutti sanno che la vecchietta è caratteristica del Bel Paese ed è meno conosciuta nel resto del mondo. Secondo la tradizione, essa è una donna molto anziana che vola su una logora scopa, per fare visita ai bambini nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, la notte dell’Epifania, e riempire le calze lasciate appese sul camino o vicino a una finestra. La leggenda vuole che i bambini che durante l’anno si sono comportati bene riceveranno dolci, caramelle, frutta secca o piccoli giocattoli, mentre i bambini monelli troveranno le calze riempite con del carbone o, in alcune parti d’Italia, con delle teste di aglio.

Significato della scopa e del carbone

L’origine della Befana è probabilmente legata ad antichi riti propiziatori pagani, risalenti al X-VI secolo a.C., secondo i cicli stagionali legati all’agricoltura e al raccolto dell’anno trascorso diffuso maggiormente nell’Italia agricola settentrionale, nell’Italia Centrale e meridionale, attraverso un antico Mitraismo, ovvero il culto antico del dio persiano Mitra,. Alcune fonti rivelano però tracce di culti celtici legati all’inverno boreale. I Romani si appropriarono di queste tradizioni associandole appunto al calendario romano, celebrandolo durante la fine dell’anno solare, ovvero nel periodo del solstizio invernale. La dodicesima notte dopo il Solstizio d’Inverno si celebrava quindi la morte e la rinascita della natura e c’era la credenza che due figure femminili volassero sui campi coltivati come buon auspicio per i futuri raccolti, da cui il mito della figura volante. Dopo un periodo buio causato dalla condanna della Chiesa di Roma di questo culto associato alla stregoneria, ritornò in auge dopo l’accettazione della simpatica vecchina da parte dei cattolici. Tradizionalmente, nella calza se i bambini non si sono comportati bene spunta il carbone, antico simbolo rituale dei falò. All’inizio veniva inserito insieme ai dolci, in ricordo del rinnovamento stagionale, ma anche dei fantocci bruciati. La morale cattolica nei secoli successivi ha trasformato il significato del carbone come punizione per i soli bambini che si erano comportati male durante l’anno precedente, mentre la vecchina cavalcherebbe la scopa al contrario perché simbolo del bene e non del male.

Credenza popolare sulla Befana

Una leggenda cristiana risalente intorno al XII secolo, narra che i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada. Stremati e confusi, chiesero informazioni a una signora anziana. La donna diede le informazioni richieste, ma decise di non seguire i tre Magi nonostante glielo avessero chiesto. In seguito, si pentì di questo gesto e si mise a preparare un cesto di dolci, poi uscì di casa e vagò per cercare Gesù Bambino, fermandosi a ogni casa che trovava lungo il cammino e donando dolciumi ai bambini che incontrava Da allora gira il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare e nella speranza di trovare il piccolo Gesù.