Bollo auto 2018: prescrizione, esenzione e detrazione

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Bollo auto 2018: prescrizione, esenzione e detrazione

Il bollo auto è una delle tasse (dopo il canone Rai) più odiata dagli italiani, eppure in tutte le altre nazioni è presente. Con le ultime sentenze sono state apportare delle modifiche a prescrizione, addizionali, esenzioni e agevolazioni. Ecco tutto quello che dovete sapere.

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Prescrizione bollo auto 2018: come funziona

La prescrizione del bollo auto avviene 3 anni dopo la scadenza, nel 2018 sono andati i prescrizione quelli non pagati nel 2015. Se la Regione o l’Agente di Riscossione inviano l’intimidazione al pagamento, entro 5 giorni potete pagare o inoltrare ricorso (per le cartelle esattoriali si hanno a disposizione 60 giorni). Dopo aver ricevuto la comunicazione potete inviare un’istanza alla Regione con la richiesta di sgravio per avvenuta prescrizione o presentare un ricorso alla Commissione tributaria provinciale con la richiesta di reclamo e mediazione tributaria, perché la richiesta di pagamento di tributi e tasse oltre i termini di prescrizione è da considerarsi illegittima.

Bollo auto 2018, esenzioni e detrazioni

Tutti i proprietari di una vettura devono pagare il bollo auto, anche se questo è fermo in garage. Il calcolo del bollo auto dipende dalla potenza del veicolo e dalla regione di residenza perché questa è una tassa a carattere regionale. Le amministrazioni possono applicare normative diverse ma la scadenza è sempre la stessa: l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Sono previste esenzioni per il bollo auto ai sensi dell’art. 30 comma 7 della legge 388/2000 e con la seguente dicitura “è invalido con grave limitazione della capacità di deambulazione o da pluri-amputazioni”, inoltre non è previsto alcun versamento se il veicolo è intestato a persone disabili o che hanno a carico un soggetto disabile; riduzioni per auto ibride, auto elettriche e auto alimentate a gpl e a metano. La riduzione o l’esenzione del bollo auto spetta per un solo veicolo e l’interessato deve indicare la targa, sostituibile se cambia la vettura, in questo caso viene applicata la tassa di circolazione ridotta. Le auto storiche iscritte negli appositi registri sono esenti dal bollo auto 2018, niente pagamento per i mezzi in uso alle Onlus, ambulanze e veicoli per trasporto organi e sangue.

Riforma bollo auto

Il governo vuole imporre imposte più elevate per chi possiede veicoli inquinanti, ecco perché il prossimo anno potrebbe lavorare alla riforma del bollo auto. Inoltre l’Europa vuole uniformare le regole in tutti i paesi. Nel contratto di governo Lega-Movimento 5 stelle si legge che un punto chiave è proprio la revisione del bollo auto, oltre alla riforma delle assicurazioni. In agenda sono previsti incentivi per l’acquisto di mezzi non inquinanti come veicoli ibridi ed elettrici, e la rottamazione di auto a benzina e gasolio.

Bollo Europeo, quando entra in vigore

La commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha intenzione di legare la tassa del bollo auto all’uso concreto dei veicoli. Un concetto che viene applicato in molti paesi comunitari ma non Italia. Oltre ai chilometri percorsi un altro parametro che inciderà sull’importo del bollo auto è il livello di inquinamento ambientale prodotto. Per verificarlo sarà installato un dispositivo sulla vettura, simile alla scatola nera utilizzata per l’assicurazione. Data la portata dei cambiamenti, è difficile immaginare che il bollo auto europeo entrerà in vigore a breve, l’intenzione è quella di una sperimentazione sui mezzi pesanti di peso superiore alle 2,4 tonnellate a partire dal 2023.

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