Candidato Movimento 5 Stelle arrestato in Sicilia, il commendo di Di Maio

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Candidato Movimento 5 Stelle arrestato in Sicilia, il commendo di Di Maio

Dopo l’arresto riguardante il deputato dell’UDC di Messina anche che un candidato del Movimento 5 Stelle è stato arrestato in Sicilia ore fa. L’uomo in questione è l’imprenditore agrigentino Fabrizio La Giapa. L’accusa per il polito, candidato con il movimento in occasione di queste ultime elezioni, è quella di estorsione a discapito di due impiegati della sua azienda. Nel corso delle ultime ore anche Luigi Di Maio ha reso noto il suo commento

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Arrestato in Sicilia un imprenditore candidato con il Movimento 5 Stelle

In occasione delle ultime elezioni politiche abbiamo avuto modo di conoscere diversi incandidabili, la maggior parte presenti nella lista con presidente Nello Musumeci. Nelle ultime ore si è diffusa la notizia secondo cui uno dei candidati del collegio di Agrigento del Movimento 5 Stelle è stato arrestato nelle ultime ore con l’accusa di estorsione. Il politico in questione è l’imprenditore e giornalista Fabrizio La Giapa avrebbe messo in atto dei comportamenti illeciti a discapito di due dipendenti della sua azienda. Secondo quanto raccontato dagli inquirenti La Giava avrebbe costretto i due dipendenti a firmare delle false buste paga. Attualmente il politico del Movimento 5 Stelle è stato sospeso dal gruppo e si trova agli arresti domiciliari.

Luigi Di Maio sul candidato del Movimento 5 Stelle: Si è tagliato fuori da solo

La notizia riguardante l’arresto in Sicilia del candidato del Movimento 5 Stelle ha lasciato perplesso il partito. Come ben sappiamo sotto questo punto di vista il movimento ha sempre chiesto il rispetto della legalità e non solo… La regola principale per gli appartenenti riguarda proprio la purezza della fedina penale, al fine di rassicurare i proprio elettori stanchi degli incandibabili. Nel corso delle ultime ore infatti l’arresto di Fabrizio La Giapa ha scatenato anche il commento del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: “Si è tagliato fuori da solo. Noi abbiamo agito subito, a differenza degli altri. Il governo Musumeci si regge su un deputato che è stato arrestato”.

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