Copyright, Di Maio: censura legalizzata

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Copyright, Di Maio: censura legalizzata

L’approvazione della direttiva sul copyright da parte dell’europarlamento non è certamente andata giù a tutti. I commenti negativi, le posizioni prese prima e dopo la votazione e tanto altro ancora fanno parte dei leitmotiv degli ultimi giorni. Tra le voci fuori dal coro che attaccano l’approvazione della direttiva del copyright c’è anche quella di Luigi Di Maio. Il vicepremier e leader pentastellato ha fatto sapere di essere contro questa norma, da lui vista – difatti – come una censura legalizzata. Non solo: con la Lega farà blocco compatto per contrastare in ogni modo la sua applicazione.

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Le parole di Di Maio

Non ci sta il vicepremier e leader pentastellato Luigi Di Maio, che contrasta fortemente l’approvazione della direttiva sul copyright, che porterà a un aggiornamento delle norme ad ora ferme al 2001.

“Rispetto all’ultimo voto di Strasburgo, in cui non fu dato il via libera al testo finale, le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D’ora in poi, secondo l’Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei supercensori. Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Oltre all’introduzione della cosiddetta e folle “link tax”, la cosa più grave è l’introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti”. ha detto senza mezzi termini Di Maio.

E ancora: “Per me è inammissibile. La rete deve essere mantenuta libera e indipendente ed è un’infrastruttura fondamentale per il sistema Italia e per la stessa Unione europea. Per questo, come ho già detto, ci batteremo nei negoziati tra i governi, in Parlamento europeo e nella Commissione europea per eliminare questi due provvedimenti orwelliani”.

Le sue dure parole presuppongono una sorta di “censura legalizzata”, così come egli stessa l’ha definita.

Grande soddisfazione per Macron e Pier Silvio Berlusconi

Grande soddisfazione, intanto, è stata espressa dal presidente francese Macron, dopo l’esito delle votazioni.  “Un grande passo avanti per l’Europa: con il diritto d’autore protetto sono la nostra libertà, la nostra informazione libera, la nostra creazione culturale a essere riconosciute. Sono fiero che la Francia sia stata alla testa di questa battaglia”, ha sottolineato il francese.

Sulla stessa scia l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi: “Considero quella di oggi una prima vittoria in un percorso fondamentale. Trovo le polemiche fuori luogo perché non bisogna confondere la difesa del copyright con la liberta’ della rete che non viene toccata. Trasmettere i contenuti prodotti da un altro senza remunerazione è semplicemente un furto, per questo si tratta di un primo passo di civiltà”

La risposta di Tajani a Di Maio sul copyright

Non si è fatta attendere la risposta di Tajani a Di Maio, in merito al copyright. Secondo il primo, le parole di Di Maio vanno ritrattate e soprattutto va considerato il peso di certe dichiarazioni, in questo caso – a suo dire – errate.

Così ha risposto Tajani, che ha invitato Conte a “prendere immediatamente le distanze dalle dichiarazioni di Di Maio contro il Parlamento europeo. Minacciare l’unica istituzione Ue direttamente eletta dai cittadini è da analfabeti della democrazia”. 

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