Coronavirus, il mondo dello sport si ferma: tutti i rinvii e le cancellazioni previste

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ATP Indian Wells cancellato per Coronavirus, lo sport si ferma, rinvii e cancellazioni per Coronavirus

Gli effetti del Coronavirus si fanno sentire particolarmente nel mondo dello sport che, come tanti altri settori, è costretto ad adeguarsi secondo le direttive di sicurezza che sono state diffuse dagli impianti governativi e non solo; la dinamica della maggior parte degli sport, che li porta ad essere di contatto e incredibilmente numerosi, ha portato diversi organi di sicurezza a decidere per il rinvio o la cancellazione di eventi sportivi che erano previsti nelle settimane in cui è colpiti – dal punto di vista mediatico e non solo – dagli effetti del Coronavirus. Di seguito è riportata una panoramica di tutti i rinvii e le cancellazioni previste nel mondo dello sport.  

Tennis, cancellato il primo Masters 1000 della stagione ad Indian Wells: le dichiarazioni dell’ATP e di Rafael Nadal

Una delle notizie più recenti in merito al mondo dello sport colpito dal Coronavirus è quella che ha riguardato la cancellazione del primo Masters 1000 della stagione, che si sarebbe dovuto giocare in California, nel marzo del 2020. Si tratta di una manifestazione sportiva troppo grande per portata e per rischio, data soprattutto la situazione che vede dilagare con preoccupazione il virus negli Stati Uniti.

A comunicare la cancellazione dell’ATP 1000 di Indian Wells è stata proprio l’ATP: “Il rischio è troppo grande, in questo momento, per il pubblico della Contea di Riverside se si radunasse in un tale assembramento. Non è nel pubblico interesse dei tifosi, dei giocatori e delle aree limitrofe che il torneo prenda il via. Dobbiamo restare tutti uniti e proteggere la comunità dall’irrompere del Coronavirus”

Sulla vicenda è intervenuto Rafael Nadal, che ha accolto la decisione dell’ATP e ha ribadito il bisogno di attenersi a degli standard di sicurezza che non possono essere tralasciati in un momento di tale difficoltà: “Probabilmente avete sentito tutti la notizia. Indian Wells è stato cancellato. Siamo qui e stiamo ancora decidendo che cosa fare. E’ molto triste tutto quello che sta succedendo nel mondo a causa di questa situazione. Speriamo che arrivino presto soluzioni dalle autorità. State bene e in salute”. 

Haas, dal suo canto, si è detto già impegnato alla ricerca di una nuova data utile per il rinvio dell’ATP 1000 di Indian Wells: “Siamo molto dispiaciuti per il fatto che il torneo non si disputi, ma la sicurezza e la salute della comunità locale, dei tifosi, dei giocatori, dei volontari, degli sponsor, degli impiegati, degli espositori e di tutte le persone coinvolte nell’evento vengono prima di tutto. Siamo pronti a riprogrammare il torneo in un’altra data, stiamo valutando alcune opzioni”.

Formula 1: per ora non si valutano rinvii, GP Bahrain si disputerà a porte chiuse

In controtendenza rispetto agli altri sport, la Formula 1 non valuta – momentaneamente – rinvii o sospensioni, in virtù della questione relativa alla sicurezza che non sembra essere messa a rischio dalla dinamica dell’automobilismo. E’ stata la stessa Ferrari, in una mattinata in cui gli annunci di rinvio e sospensione sono stati molteplici, a spiegare di essere ancora operativa di fronte alle problematiche relative al COVID-19: “Ferrari ha messo in atto tutte le misure richieste per consentire al proprio personale di svolgere l’attività lavorativa nelle migliori condizioni possibili e pertanto conferma al momento la propria continuità operativa. Fermo restando che detta continuità non può prescindere da quella dei nostri fornitori, con i quali siamo in costante contatto”

La conferma della decisione di operatività è arrivata anche da parte di Andrew Westacott, responsabile dell’Australian Grand Prix Corporation, che si è spiegato circa la sua decisione di far disputare il primo Gran Premio della stagione a porte aperte: “Quando vedi 86.000 persone riempire il Melbourne Cricket Ground significa che dobbiamo prendere decisioni ragionevoli e continuare ad andare avanti nella vita, pur con le precauzioni necessarie”. Di contro, il GP di Bahrain sarà disputato a porte chiuse, a seguito della decisione dell’organizzazione del GP. Nonostante la diversità decisionale, insomma, che dipende dai singoli organizzatori, non è prevista per ora una linea comune che porti ad agire nella Formula 1. 

Coronavirus, calcio: rinviate qualificazioni mondiali in Asia, PSG – Borussia Dortmund a porte chiuse

Grosse novità anche nel mondo del calcio che, soprattutto all’interno del contesto italiano, sembra essere in procinto di grandi rinnovamenti e cambiamenti che investiranno lo sport maggiormente seguito della penisola. Il comunicato della Lega Calcio, relativo alla possibile sospensione del campionato di Serie A, è atteso per martedì 10 marzo 2020.

Intanto, alcune decisioni in merito al mondo del calcio sono già state prese dalle varie organizzazioni e dagli enti calcistici nello specifico. In merito alle qualificazioni mondiali in Asia, le partite previste per le due fasce temporanee del 23-31 marzo 2020 e 1-9 giugno 2020 sono state rinviate a data da destinarsi. Sui social l’annuncio della polizia parigina ha portato a ufficializzare la realizzazione a porte chiuse del match di ritorno di Champions League tra PSG e Borussia Dortmund, valevole per gli ottavi di finale della massima competizione europea: “In applicazione delle misure annunciate ieri sera dal consiglio di difesa, il prefetto di polizia ha deciso che la partita si svolgerà a porte chiuse”. Possibile, sulla stessa linea, una decisione comune per il match tra Barcellona e Napoli.

Grandi polemiche, invece, sono state portate avanti da due allenatori di Serie B, Pippo Inzaghi e Nicola Legrottaglie. Il primo ha sottolineato la volontà del suo Benevento di fermarsi: “La mia squadra merita di festeggiare con il suo pubblico. In questo momento non riesce a godersi più nulla. La salute viene prima di tutto, il calcio deve tornare quando sara il momento giusto”. La denuncia di Nicola Legrottaglie, dopo la sconfitta con il Benevento, è ancor più emblematica: “Abbiamo avuto 13 casi di influenza ma non ci hanno fatto fare i tamponi. Siamo arrivati con le mascherine per dare anche un segnale”.