CryptoKitties spiega come funzionano le criptovalute

0

Imparare a usare criptovalute e cosa sono le blockchain di Ethereum con i gatti virtuali, i Cryptokitty

Cryptokitties, criptovaluta a forma di gatto

L’informatica ha rivoluzionato la nostra vita in tanti aspetti e anche il modo in cui si intendono i pagamenti  e i soldi. Se poi si fondono soldi e gatti contemporaneamente, può originare una confusione comprensibile per chi vuole avvicinarsi al mondo delle criptovalute. Dopo BitCoin ed Ethereum, ecco fare capolino Cryptokitties. L’azienda canadese AxiomZen ha lanciato una nuova piattaforma di gioco in cui sarà possibile acquistare, collezionare e vendere dei gattini virtuali. Insomma, la criptovaluta spiegata ai principianti, anche se chi vuole approfondire può consultare le dritte sul sito Coinobservers . Vengono rilasciati 15 gattini ogni quarto d’ora. I felini saranno di razze diverse avranno quindi rarità maggiore l’uno dall’altro. Come avviene nella realtà, i mici di razza avranno valore maggiore. Un cryptokitty non può generare cuccioli se è già in dolce attesa. Ma questa sorta di ibrido tra Tamagotchi e i Pokemon nasconde una innovazione notevole dal punto di vista economico.

La blockchain di Ethereum

Ciò che rende diverso e rischioso è la modalità di accesso e di gioco. È necessario utilizzare un portafogli virtuale, MetaMask, in cui andrà a finire il proprio denaro sotto forma di criptovaluta. Nello specifico, se si vuole giocare a CryptoKitties si dovranno uscire degli Ether nel wallet. Tutte le transazioni di acquisto e vendita sono registrate proprio sulla blockchain di Ethereum. Per chi non avesse idea di cosa sia una blockchain, si tratta di un database costituito letteralmente da una catena di blocchi, all’interno dei quali sono registrate determinate transazioni. Ogni nuova transazione, volta che è stata verificata e validata dal sistema, costituisce un blocco di questa catena. La blockchain si contraddistingue per affidabilità e la non modificabilità dei dati.

Perché giocare a CryptoKitties

Il successo del gioco è dato dall’utilizzo della criptovaluta, unito alla possibilità di far accoppiare i propri gatti, generando nuovi cryptokitties, ognuno con il proprio codice genetico di 256 bit. Più è raro questo codice, più varrà il gatto in questione. A questo proposito, esiste un vademecum delle razze più rare e sarà l’utente a decidere se tenere o vendere un gatto raro. Come capire cosa è meglio fare? Bisogna tenere presente che il valore di un cryptokitty è determinato dal suo personale codice genetico. In parte, dipende dalla generazione a cui appartiene. La Gen 0 è quella dei gatti rilasciati ogni 15 minuti: se si accoppia con un altro Gen 0, si otterrà un cryptokitty Gen 1. Se un Gen 1 e un Gen 4 figliano, si ottiene un Gen 5 e così via. I Gen 0 sono i felini più rari, a salire sono quelli comuni. Più si va in là con le generazioni, meno vale il felino. Razza, generazione e cooldown, ovvero quanto impiega una cryptokitty a partorire che va da veloce a catatonico.

Valore CryptoKitty

Se un ether si aggira sui 400 Euro, mentre il valore di un gatto non è fisso perché appunto determinato dai tre fattori elencati pocanzi. Un cryptokitty raro può valere anche 256 Ether, equivalenti a 100mila dollari, ma anche se il gioco è appena nato, si sono venduti gatti virtuali da 8 milioni di dollari. Una cosa veramente stupefacente, considerando che CryptoKitties è online dal 28 novembre 2017. A causa di questa popolarità, la piattaforma Ethereum ha subito rallentamenti. Anche perché non si sa se CryptoKitties si confermerà un degno avversario di BitCoin, visto che è dedito all’acquisto e alla vendita di oggetti da collezione. E, cosa da non sottovalutare, i gatti rari sono appunto una rarità, visto che l’algoritmo è segreto e chi lo conosce ha il divieto di giocare su questa piattaforma. Ma può essere un buon allenamento per testare le proprie conoscenze sull’argomento criptovalute e blockchain.