Decreto Dignità, slitta la discussione alla Camera

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Decreto Dignità, slitta la discussione alla Camera

Stenta a decollare la stesura del testo del Decreto Dignità, infatti, si prolungano i tempi di esame nelle commissioni Lavoro e Finanze. Slitta così la discussione alla Camera. In Aula se ne discuterà lunedì 30 luglio e non più domani giovedì 26, come era stato dapprima deciso. Dopo il via libera, atteso per il 2 agosto, approderà al Senato dove sarà discusso durante la settimana che va dal 6 al 10 agosto.

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Decreto Dignità proposte di modifica

Tempi stretti e richiesta di fiducia possibile, ma che il Movimento 5 Stelle vorrebbe evitare. I tempi per l’analisi del testo del Decreto Dignità, di cui sono stati votati solo pochi articoli, con poche proposte di modifica, si sono allungati per una serie di emendamenti che si sono susseguiti. Questi riguardano le delocalizzazioni sulle società sportive dilettantistiche e sui giochi, senza apportare alcuna sostanziale modifica al provvedimento. Accantonato l’aumento del Preu, che avrebbe consentito l’estensione agli incentivi di assunzione agli under 35. Restano da sciogliere i nodi dei voucher.

“Aumenta il costo dei contratti a tempo determinato”

Questo punto sta scatenando non poche polemiche a firma di Maurizio Martina, che ha definito il provvedimento come “dl disoccupazione“. Il testo del Decreto Dignità, è stato definito dal presidente di Confindustria come antitetico al contratto di programma, incentrato sul reddito di cittadinanza e flat tax. Boccia ha sottolineato che qui “Si aumenta il costo dei contratti a tempo determinato e il costo dei licenziamenti. Sarebbe bello capire dagli esponenti della Lega cosa ne pensano in merito alla Flat tax, perché i cittadini la somma algebrica delle tasse la sanno fare“.

Piano normativo

Il padre del provvedimento e leader Cinquestelle ha replicato dichiarando che “Non lo ha letto bene. Per noi l’unica opinione che conta è quella dei cittadini e, da quello che mi dicono tutte le persone che incontro, del decreto dignità c’era bisogno come il pane“. Da Laura Castelli, vice Ministro dell’Economia sono arrivati delle aperture sul piano normativo e alla possibilità di imprese e professionisti di compensare i debiti con il fisco attraverso dei crediti vantati con la pubblica amministrazione. Da Forza Italia arriva la proposta per una compensazione strutturale. È stato invece escluso il taglio delle tasse sulle sigarette elettroniche.

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