Digiunare? Sì per il benessere del cervello, ma attenzione ai vuoti di memoria

Digiunare in maniera intermittente è un alleato per il benessere, perché tante ricerche indicano che fa bene alla salute. Pare anche che il cervello possa trarre beneficio da un digiuno saltuario perché aumenta lo stato di allerta e la funzionalità cerebrale in generale.

Digiunare, come influisce sui neuroni

Mark Mattson, capo del laboratorio di neuroscienze del National Institute of Aging statunitense, ha condotto alcuni esperimenti sui topolini e ha scoperto che evitare di mangiare porti il cervello a lavorare al meglio.

Nutrire i topolini a giorni alterni, ha portato un aumento di neuroni e la formazione di più sinapsi, ossia collegamenti fra cellule nervose, favorendo così l’apprendimento, la memoria e l’attività cerebrale in genere.

Questo perché in 10-14 ore di digiuno le scorte energetiche di glicogeno del fegato terminano e l’organismo deve perciò prendere energia dai grassi che si trovano nelle cellule adipose. I grassi diventano chetoni, molecole che stimolano l’attività e la crescita dei neuroni producendo l’effetto positivo sulla cognitività, che secondo Mattson è plausibile si verifichi anche nell’uomo perché le vie metaboliche sono le stesse.

Digiunare fa bene, parola del Dott. Mattson

Mattson, sostiene che: «Per gran parte della nostra storia non abbiamo certo fatto tre pasti al giorno con l’aggiunta di un paio di snack: il nostro organismo si è evoluto per sostenere periodi anche abbastanza protratti di mancanza di cibo».

Nei topolini il digiuno ha provocato una funzione mentale più efficiente e una maggiore attenzione, con effetti che durano una o due settimane. Il dottore però ci tiene a sottolineare che «mangiare tre volte al giorno, anche un numero limitato di calorie, ripristina di volta in volta le riserve energetiche del fegato. Così, anche se stiamo sei ore senza mangiare, non c’è alcun effetto sul’aumento dei chetoni in circolo, che si ha solo quando si attinge ai grassi come fonte di energia».

Il consiglio però, davvero importante, è quello di non improvvisare: occorre essere a conoscenza delle condizioni di salute e se il proprio stile di vita si adegua bene alla pratica del digiuno, quindi interpellare sempre e comunque il proprio medico.

Informazioni su Alessia D’Anna 523 Articoli
studentessa in giurisprudenza amante della scrittura, con esperienza nelle notizie dell'ultima ora

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