Divorzio, nuovi parametri per l’assegno di mantenimento: rivoluzione della Cassazione

Divorzio, nuovi parametri per l’assegno di mantenimento: rivoluzione della Cassazione

Diritto di famiglia: la sentenza 11504/17 della Corte di Cassazione modifica il riconoscimento dei requisiti per l’assegno di mantenimento

Oggi è una giornata storica perché dopo quasi 30 anni la Corte di Cassazione ha modificato uno dei temi caldi del diritto di famiglia: l’assegno di mantenimento in caso di divorzio. Potremmo quasi dire che con questa sentenza la Corte ha sancito di fatto l’importanza del matrimonio. Le coppie vip (e non solo) già tremano perché i nuovi parametri sulla qualificazione riguardano “l’indipendenza o l’autosufficienza economica” dell’ex coniuge. Un vero e proprio passo indietro secondo gli avvocati matrimonialisti, ma prima di scoprire le dichiarazioni del presidente dell’associazione, cerchiamo di capire cosa cambia per l’assegno di mantenimento.

Questa sentenza depositata oggi, supera di fatto l’orientamento legislativo secondo cui l’assegno di mantenimento veniva calcolato in base al “tenore di vita matrimoniale”. L’orientamento non sarebbe più attuale perché con la sentenza di divorzio il rapporto tra i coniugi si estingue sul piano personale e su quello economico. Ogni riferimento al matrimonio ripristina il vincolo anche se se questo avviene solo da punto di vista meramente economico. Quindi per la Cassazione è necessario un paramento diverso.

Nella sentenza depositata oggi si legge che accerta l’indipendenza economica dell’ex coniuge decade il diritto all’assegno di mantenimento. Per la valutazione i supremi giudici hanno disposto di verificare il possesso di redditi, il patrimonio mobiliare e immobiliare, la disponibilità stabile di una dimora e le “capacità e possibilità effettive” di lavorare. Ettore Gassani, presidente dell’associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, ha dichiarato: «Viene spazzato via un principio sancito nel 1970 dalla legge 898 che ha introdotto il divorzio in Italia. Si tratta quindi di un terremoto giurisprudenziale in linea con gli orientamenti degli altri Paesi europei nei quali l’assegno divorzile dipende essenzialmente dai patti prematrimoniali».

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