E-commerce, le 5 cose da sapere assolutamente

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Tra i business che negli ultimi anni hanno destato maggiormente l’interesse del mercato, un doveroso cenno deve essere dedicato a quello inerente la cannabis light. Se ti stai chiedendo quali siano i numeri del settore, ricordiamo che, in pochi anni, la filiera ha raggiunto i 150 milioni di euro. Oggi come oggi, dà lavoro a circa 10mila persone in Italia.

Il fulcro di questo giro d’affari sono gli e-commerce. Nei mesi iniziali dell’emergenza sanitaria, questi portali hanno visto crescere tantissimo il proprio business grazie a un fattore di cui parleremo meglio nelle prossime righe.

Per aiutare chi non è molto pratico con il mondo della cannabis light, abbiamo selezionato 5 cose che bisogna assolutamente sapere nel momento in cui, in particolare, ci si approccia all’e-commerce.

Per aprire un e-commerce di cannabis light bisogna per forza essere produttori?

Assolutamente no. Si può essere anche rivenditori di prodotti di vari brand. Quello che conta è ovviamente selezionarli sulla base di specifici criteri di qualità e, per esempio, cercare di orientarsi verso marchi che producono con criteri di filiera biologici (indi senza utilizzare pesticidi o altri prodotti chimici).

Gli e-commerce di cannabis sono sicuri?

Assolutamente sì. La normativa vigente relativa alla cannabis light legale è molto stringente. Per rendersene conto basta ricordare che i semi possono essere venduti solo se presenti nel Registro Europeo delle Sementi. Inoltre, il commerciante è tenuto a fornire la certificazione attestante l’appena citata iscrizione all’acquirente.

Gli e-commerce di cannabis light permettono di acquistare solo infiorescenze?

Eccoci a parlare di un luogo comune molto diffuso quando si parla di cannabis light legale e, in particolare, degli e-commerce che permettono di acquistarla. Quando li si nomina, si pensa che, passando in rassegna le loro pagine, si possano trovare solo infiorescenze. Bene, non è così: un business da milioni di euro difficilmente si fonda su un solo prodotto.

Negli ultimi mesi in particolare, gli imprenditori che operano nel settore della cannabis light hanno avuto modo di apprezzare un boom di prodotti come l’olio di CBD o cannabidiolo, prodotto privo di effetti psicoattivi grazie al quale è possibile concretizzare un piacevolissimo effetto rilassante.

Proseguendo con l’elenco dei prodotti che si possono trovare sugli e-commerce di cannabis, è possibile includere anche, nella maggior parte dei casi, un’ottima selezione di e liquid.

Un doveroso cenno deve essere dedicato anche a prodotti che, da qualche mese a questa parte, sono entrati da zero nel paniere di spesa degli italiani. Stiamo parlando in particolare delle mascherine che, grazie alla fibra di canapa, sono lavabili e quindi amiche sia del portafoglio, sia dell’ambiente (ovviamente vanno utilizzate con il filtro).

L’e-commerce di cannabis light deve essere associato al punto vendita fisico?

Non per forza. Di sicuro c’è che, se si ha un grow shop, è opportuno avere un e-commerce (soprattutto in questo periodo di restrizioni sociali).

Come si capisce se un e-commerce di cannabis è serio?

Ora ci concentriamo su un interrogativo molto comune e altrettanto importante. Non esistono linee guida scolpite nella pietra quando si parla di criteri che definiscono la qualità di un e-commerce di cannabis. Ci sono però alcuni aspetti che aumentano indubbiamente la qualità della sua reputazione. Tra questi è possibile citare la presenza di un blog, che aiuta sia ad aumentare l’autorevolezza dell’azienda, sia a migliorare il posizionamento del sito.

Degna di nota è anche la presenza di una pagina FAQ – altro esempio di trasparenza nei confronti dell’utente – per non parlare della qualità delle risposte sui social e alla costanza nella divulgazione di contenuti.