Emergenza migranti: in Spagna più sbarchi rispetto all’Italia

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Emergenza migranti: in Spagna più sbarchi rispetto all'Italia

L’emergenza migranti si sta facendo sempre più pericolosa in Europa; sul fronte migranti si stanno però verificando significativi cambiamenti, con la Spagna che è diventata la meta principale degli sbarchi, superando in tal senso l’Italia. Tuttavia, a un numero minore di sbarchi si contrappone un numero maggiore di morti: in 7 mesi sono 1500 le morti totali che ci sono state nel Mediterraneo. Per questo motivo, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha lanciato un appello ai paesi europei.

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Più sbarchi in Spagna rispetto all’Italia

La situazione degli sbarchi subisce un significativo cambiamento, con l’emergenza migranti che diventa sempre più un dato di fatto. Non è più l’Italia ad essere la meta principale degli sbarchi, ma la Spagna. Mentre, infatti, sono stati 18.500 gli sbarchi in Italia e 16000 in Grecia, la Spagna acquisisce questo primato con 23.500 sbarchi totali. A sottolinearlo è stata l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, tenendo conto dei dati del 2018.

L’Agenzia ha anche spiegato che il 13% degli sbarchi totali è di siriani, a dimostrazione di come  «la disperazione di queste persone che stanno vivendo la più grave crisi di profughi al mondo». 

Il tasso di mortalità aumenta in relazione agli sbarchi

I dati totali parlano anche di una significativa diminuzione del traffico degli sbarchi in Europa. In relazione ai primi sette mesi del 2017, infatti, gli sbarchi totali e il traffico in mare è diminuito del 50% circa, tornando ai livelli degli anni precedenti al 2014. Sono stati, infatti, 60000 le persone che hanno attraversato il Mediterraneo negli ultimi 7 mesi.

Rispetto allo scorso anno, però, la mortalità è aumentata sensibilmente: una morte ogni 31 sbarchi, in relazione all’1 su 49 dello scorso anno. Nei soli mesi di giugno e luglio sono state 850 le morti nel Mediterraneo, portando il numero a un totale di 1500.

L’appello dell’Unhcr

L‘Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha sottolineato che il Mediterraneo è diventato la rotta marittima più letale al mondo. L’Agenzia si è servita di un appello: in questo modo «sollecita gli Stati e le autorità che si trovano lungo le rotte di transito a fare tutto il necessario per smantellare e fermare le reti di trafficanti».

Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unchr, ha affermato: «Con così tante vite a rischio, è essenziale dare ai comandanti la sicurezza di poter far sbarcare le persone soccorse in mare, e di conseguenza garantire che venga protetto e rispettato quel principio da tempo acquisito del soccorso delle persone che si trovano in difficoltà in mare».

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