Fabrizio Corona accusa i Carabinieri: non sono intervenuti

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fabrizio corona non è l'arena

Fabrizio Corona si è presentato da Massimo Giletti per raccontare quello che è successo nel bosco della droga a Milano. L’ex paparazzo ha descritto tutto nei minimi particolari e ha lanciato pesanti accuse alle forze dell’ordine che sono intervenute dopo l’aggressione e che non avrebbero fatto nulla.

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Bosco della droga a Rogoredo

Attendevamo con ansia la messa in onda del servizio di Fabrizio Corona sul bosco della droga a Rogoredo perché l’ex paparazzo su Instagram aveva dichiarato che c’erano delle immagini inedite. Corona è il nuovo inviato di Non è l’arena di Massimo Giletti e ha rischiato la vita per il reportage su quanto accade nella periferia milanese. Arrivato in studio ha detto qualcosa di impopolare circa il problema della droga e cioè che sono gli italiani che la procurano agli uomini di colore. Corona a ruota libera contro lo Stato italiano a cui converrebbe avere un posto come Rogoredo. Fabrizio, che su imposizione del tribunale è stato affidato ad una comunità per disintossicarsi, sa benissimo che i drogati devono essere curati, ma non avendo soldi lo Stato li lascia soli. Fabrizio Corona ha specificato che la droga del suo ambiente e quella del bosco di Rogoredo è diversa, perché nel mondo dello spettacolo gira soprattutto cocaina, “la droga dei ricchi”. Il boschetto nella periferia di Milano è per i “disperati”, girano dosi tagliate male e lo speedball (eroina e cocaina in vena venduta a 2-3 euro).

Perché Corona è andato al bosco di Rogoredo

Corona ha accettato di documentare cosa succede di notte nel bosco di Rogoredo, considerato una delle piazze di spaccio più grandi a livello europeo. L’ex paparazzo vive al limite e questa avventura per lui era pura adrenalina. Nel bosco ci sono siringhe e oggetti di gente che è stata violentata o ammazzata. Corona è entrato insieme ad altre due persone, un russo che è stato tanti anni in galera e un operatore di 25 anni, hanno parlato con un tossico, usando telecamere infrarossi e con audio. Le immagini dell’aggressione sono poche e confuse, l’operatore è riuscito a scappare e a salvarsi.

L’aggressione a Fabrizio Corona, cosa è successo

Fabrizio Corona durante l’incursione, è stato riconosciuto, gli hanno strappato i pantaloni e la maglietta, poi hanno trovato i microfoni nascosti. Mentre l’operatore è riuscito a fuggire via, il russo è finito a terra ed è stato picchiato selvaggiamente. La rissa si è svolta completamente al buio, anche Corona ha cercato di fuggire ma è caduto ed è stato raggiunto da un gruppo di persone, una di queste ha uscito un coltello, è riuscito a divincolarsi perché quando era in prigione diverse volte ha fatto a botte. Una di queste persone ha chiesto a Fabrizio se fosse proprio lui, ed è stato lasciato libero perché ci sono delle regole che impongono il rispetto tra detenuti e nel mondo della criminalità è ben visto perché “è uno che ce l’ha fatta”.

Le frecciatine a Striscia la Notizia e le accuse ai Carabinieri

Nel corso di Non è L’Arena, Fabrizio Corona ha lanciato nuovamente frecciatine a Striscia La Notizia e Vittorio Brumotti, anche lui ha fatto dei servizi nelle zone di spaccio. Secondo Corona, quando Brumotti si trova in queste situazioni non si avvicina troppo e “spettacolarizza un dramma”, lui invece ha rischiato. Sicuramente con questa operazione non voleva cercare popolarità, perché in questo momento non ne ha bisogno. Tra i filmati mostrati da Massimo Giletti, ce n’è anche uno che riguarda l’arrivo delle volanti dei Carabinieri che sono accorsi al bosco della droga quando era in corso l’aggressione ma non sono entrati dentro.

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