Facebook nel mirino dell’Antitrust per pratiche scorrette

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Facebook nel mirino dell'Antitrust per pratiche scorrette

L’Autorità Antitrust ha annunciato l’apertura di una istruttoria contro il colosso di Mark Zuckerberg a causa di informazioni ingannevoli su raccolta e uso di dati sensibili, come si evince dal profilo Twitter dell’autorità: intanto Facebook provvede alla verifica identità per gli inserzionisti.

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Pubblicità ingannevole, Antitrust contro Facebook

In una intervista a Sky TG24 del presidente Giovanni Pitruzzella, riportata con un tweet dalla stessa Antitrust, si apprende che si è aperto un procedimento contro il popolare social network a causa di pratiche commerciali scorrette, ovvero messaggi ingannevoli dati al consumatori. Quando un utente si iscrive al social di Mark Zuckerberg, sulla homepage c’è scritto che il servizio è gratuito per sempre, ma l’utente non sa se verranno ceduti dati sensibili per uso commerciale. Il recente scandalo poi non aiuta a risollevare la reputazione della popolare app, come è dimostrato con le recenti vicende borsistiche. Mark Zuckerberg, nonostante si sia scusato anche per altri motivi (in primis il cyberbullismo e le fake news), ancora non ha voluto commentare la questione Antitrust.

Identità digitale, diritti e doveri di Facebook

Sono coinvolti vari profili secondo il Presidente dell’Antitrust: quello della tutela della privacy, le nuove regole adeguate ai tempi moderni, visti i fenomeni di stalking telematico e lo stesso cyberbullismo in Rete, di competenza della Autorità per le Comunicazioni e la tutela del consumatore. Se l’utente ha l’obbligo, quando si iscrive, di divulgare i dati personali veritieri perché altrimenti si può andare sul penale, il social ha l’obbligo di erogare messaggi precisi, chiari e non ingannevoli, visto che Facebook come gli altri social network fanno parte dell’identità digitale di ognuno di noi.

Verifica identità degli inserzionisti

Facebook, come detto pocanzi, non commenta, ma ha attuato una serie di misure atte alle verifiche di chi intende effettuare la pubblicazione di inserzioni di natura politica. Infatti, ci sarà una sorta di verifica di identità degli inserzionisti, oltre a dove sono localizzati, al fine di autorizzare la pubblicazione di annunci su Facebook per prevenire fake news e altre pubblicità di dubbia fama, ma soprattutto atte ad evitare interferenze straniere durante le votazioni: ancora bruciano i post pagati da alcuni troll prima delle Elezioni Presidenziali USA 2016, soprattutto per il legame con i russi.

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