Ibuprofene danneggia fertilità maschile

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Ibuprofene danneggia fertilità maschile
Fonte: facebook

L’ipotesi da una ricerca sulla infertilità maschile a cui hanno partecipato 30 volontari giovani e sani: il farmaco potrebbe alterare la produzione di ormoni nel testicolo, ma solo se usato in dosi alte, poco comuni anche nel fai da te, e per tempi lunghi rispetto alle terapie in cui è consigliato questo medicinale antidolorifico e antinfiammatorio da banco.

Infertilità maschile dovuta a ibuprofene, lo studio

A prima vista, il dato potrebbe preoccupare i maschietti: l’ibuprofene, principio attivo di molti antinfiammatori da banco, provocherebbe il cosiddetto ipogonadismo compensato nell’uomo, una condizione comune da anziani che si associa a un calo della fertilità e altri disturbi. Lo sostiene un piccolo studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui il problema si verificherebbe in uomini giovani in terapia con ibuprofene. Gli esperti però invitano alla cautela, visto che l’esperimento che ha coinvolto i volontari è stato condotto somministrando dosi più alte e tempi più lunghi rispetto al consueto apporto consigliato dal medico curante.

Test su infertilità e ibuprofene

Lo studio ha coinvolto 31 volontari sani a cui è stato dato un placebo, oppure ibuprofene al dosaggio di 600 milligrammi per due volte al giorno, per sei settimane. Terminata la “terapia”, sono stati effettuati test ormonali sul sangue e su tessuto di testicolo prelevato da pazienti con tumore alla prostata, non trattati in precedenza con ormoni: il tessuto, esposto o meno a dosaggi diversi di ibuprofene, è stato poi analizzato per capire se e come cambiasse l’espressione di alcuni geni e la produzione di ormoni. Infine, test dello stesso genere sono stati condotti anche su una linea cellulare umana in coltura. I risultati indicano che l’antinfiammatorio altera l’equilibrio ormonale maschile, portando a un incremento di ormone luiteinizzante  denominato LH. Si tratta di quello che nell’uomo stimola i testicoli a produrre il testosterone. Un calo nel rapporto fra testosterone e LH sta a indicare uno stato di ipogonadismo compensato, condizione abbastanza comune nella terza età. Il testosterone resta a livelli quasi normali, ma pian piano la funzione testicolare si riduce e possono comparire i problemi di fertilità maschile.

Prudenza per i dati fertilità maschile

I dati emersi dalle analisi sui testicoli isolati e le cellule confermano che l’ibuprofene, alla lunga, può provocare alterazioni nella produzione di testosterone attraverso una repressione selettiva dell’espressione di alcuni geni che porterebbe allo squilibrio ormonale, con l’incremento di LH e l’ipogonadismo compensato. La correlazione è emersa ora per la prima volta e secondo gli autori è degna di nota, visto il continuo aumento della frequenza di infertilità maschile. Pierangelo Geppetti, farmacologo e direttore del Dipartimento di Scienze della Salute dell’università di Firenze, sottolinea però di non preoccuparsi, in quanto dosi e tempi di somministrazione del medicinale da banco non sono certo realistici. Il dosaggio giornaliero di 1200 mg è alto e difficilmente si raggiunge e, probabilmente, una terapia simile si possa seguire solo per un mese scarso, visto che, a conti fatti, bisognerebbe assumere una pastiglia di antidolorifico sei volte al giorno. Le comuni formulazioni da banco contengono 200 mg e un abuso della terapia si riscontra solo in pazienti affetti da emicrania e nelle donne.