Lavoro, le professioni più ricercate e personale meno richiesto

Lavoro, le professioni più ricercate e personale meno richiesto

Quali sono i dieci lavori più richiesti dalle aziende e quali le professioni destinate a scomparire secondo lo studio INAPP.

Professioni più richieste e personale meno ricercato: l’indagine INAPP sul lavoro

Quali sono i 10 lavori più richiesti dalle aziende e quelli più in crisi? Si parla di mestieri concreti e non la velina o il calciatore, bensì possibilità di carriera concrete su cui investire. Quali sono le professioni che danno ad oggi maggiore prospettiva di carriera. Qualcuno ha stipulato la classifica dei dieci lavori più richiesti dalle aziende e la lista di quei lavori che forse tra qualche anno non esisteranno neanche più. Ad elaborare l’elenco dei lavori più e meno richiesti che vi proponiamo è stato l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, detto anche INAPP, in occasione del convegno organizzato dal CNEL e incentrato sull’impatto dei processi di digitalizzazione su professioni e occupazione.

Cosa vuoi fare da grande: le professioni più richieste

Tra le dieci professioni più richieste si trovano gli specialisti nei rapporti con il mercato, i tecnici della produzione manifatturiera e gli analisti e progettisti di software. Sul podio di lavori a rischio di cancellazione, invece, ci sono gli operai addetti ai servizi di igiene e pulizia, il personale addetto ai compiti di controllo e verifica, gli addetti alle attività organizzative nelle vendite. Infatti, sono mestieri che non fanno focus sulla tecnologia e sull’innovazione. L’analisi è stata basata sulla valutazione dell’impatto del cambiamento tecnologico sull’occupazione nazionale.

Lavoro, i mestieri che saranno destinati a scomparire perché meno richiesti

Dalla ricerca INAPP si sa che l’1,5% dell’occupazione italiana nel periodo 2011-2016 è stata interessata dal fenomeno della disoccupazione tecnologica. Nel mercato del lavoro italiano, infatti, c’è poca richiesta di professioni composte da mansioni manuali e ripetitive, anche se, secondo i dati, pare che le domande e le richieste crescano di più sulle professioni quelle a contenuti cognitivi e non ripetitivi. L’indagine sarà molto utile per indirizzare le scelte di politica economica, del lavoro e della formazione in Italia.

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