Le aderenze addominali cosa sono

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Spesso si sentono persone affermare di avere “Aderenze” e per questo patire una serie di sintomi. Queste persone sanno di cosa si tratta? Tu stesso, sebbene probabilmente non ne soffra ma ne hai sentito parlare, tua madre un parente, qualche conoscente, hai compreso di che cosa si parla? Molto probabilmente, sebbene il termine sia piuttosto eloquente, non hai idea del senso di questo problema: Aderenze significa qualcosa che è collegato ad un’altra cosa ma che cosa? E quali sono i problemi connessi alle aderenze? Cercheremo di spiegarlo in maniera semplice.

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Occorre innanzitutto puntualizzare che soprattutto gli organi che compongono l’apparato digerente godono di una certa mobilità autonoma un fatto che è indispensabile per il funzionamento e la realizzazione della digestione. Tutti sappiamo che lo stomaco, ad esempio, ha la possibilità di muoversi, di contrarsi per rimescolare il cibo con ni succhi digestivi, se così non fosse il cibo che introduci con l’alimentazione, già debitamente triturato della masticazione che lo mescola con la saliva la quale contiene enzimi che iniziano la degradazione del cibo stesso per arrivare allo stomaco già parzialmente trattato, non potrebbe essere ulteriormente degradato e preparato per l’assorbimento delle sostanze per mezzo dell’intestino.

Anche l’intestino ha un suo movimento fatto di contrazioni susseguenti che consentono il transito lungo il tortuoso percorso intestinale, fino alla sua eliminazione finale, ormai privo di sostanze utili al corpo, le feci. In realtà anche altre parti del sistema digerente sono dotate di mobilità, come l’esofago, il tubo che conduce il cibo “pretrattato” dalla bocca all’ingresso nello stomaco, attraverso una valvola, il Cardias che impedisce, normalmente, il reflusso in senso contrario. In talune circostanze gli organi interni, liberi di muoversi e dotati di una certa viscidità, si trovano, invece, incollati in alcuni punti, tra loro o con le pareti della cavità addominale. Questa situazione è detta “aderenza” in modo generico e rappresenta una limitazione della mobilità degli organi interni.

Cosa comporta un’aderenza addominale?

Le conseguenze di un’aderenza dipende da qual è la parte in cui questa si è formata. Di certo se l’aderenza si è realizzata a livello dell’esofago le difficoltà di deglutizione sono i segni prevalenti mentre spesso questa si realizza a livello intestinale. I movimenti dell’intestino sono limitati nel tratto in cui si è verificata l’aderenza ma l’intestino tenta lo stesso di realizzare il suo movimento. Ne deriva uno spasmo, una sensazione di costrizione dolorosa ma in alcune circostanze tale movimento porta ad un attorcigliamento di un tratto intestinale che blocca il transito del materiale nell’intestino stesso. Questo materiale, bloccato, continua a subire l’assorbimento del liquido andando a costituire una massa dura, solida, un “tappo” che blocca l’intestino.

Il blocco intestinale è pericoloso e richiede un intervento rapido per la sua risoluzione poiché potenzialmente genererà una peritonite o comunque la lesione dell’intestino stesso. Quasi sempre le aderenze si formano a seguito di interventi chirurgici addominali e possono manifestarsi anche a distanza di anni dall’intervento, solo in rarissimi casi si formano spontaneamente per cause sconosciute ma spesso ricondotte ad un’appendicite, infezioni ginecologiche o radioterapia addominale oppure ancora, conseguenti ad infezioni addominali.

I Sintomi dell’aderenza addominale

Molto frequentemente le aderenze addominali non provocano sintomi, al massimo un dolore addominale piuttosto persistente ma non intenso ma se dovesse verificarsi un’ostruzione intestinale i sintomi diventano anche severi con vomito, nausea, crampi intensi e costanti, gonfiore addominale, impossibilità ad espellere i gas intestinali, disidratazione. Non esistono esami in grado di evidenziare le aderenze, queste possono essere supposte dal medico ma senza una diagnosi assolutamente certa. Soltanto nel caso in cui si verifichi un’ostruzione questa potrà essere evidenziata con le comuni tecniche diagnostiche, ecografia, radiografia, TAC. Non esiste, ad oggi, nessuna cura per le aderenze a parte nei casi di una certa gravità, l’intervento chirurgico ma lo stesso provoca un aumento delle probabilità di formazione di aderenze negli anni successivi.

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