Le nuove nomine ai vertici di Leonardo, Poste Italiane ed Enav

Leonardo spa

E’ un vero terremoto quello generato dalle nuove nomine del governo in Poste Italiane e Leonardo, con i cambi di guardia nei vertici societari di alcune delle principali aziende partecipate dallo Stato. Nel consiglio di amministrazione di Poste Italiane sono ‘saltate’ ben cinque teste su sei, con l’assegnazione del ruolo di amministratore delegato a Matteo Del Fante, precedentemente in Terna, che ha rimpiazzato l’uscente Francesco Caio, l’uomo che ha guidato Poste Italiane verso la quotazione in borsa.

L’ex banchiere e numero uno di Unicredit, Alessandro Profumo è stato insignito del ruolo di amministratore delegato di Leonardo (ex Finmeccanica) rilevando Mauro Moretti la cui permanenza, evidentemente, è stata pregiudicata dalla sentenza di condanna in primo grado per la strage di Viareggio, emessa solo alcune settimane fa. Il governo ha ringraziato Moretti per il sapiente lavoro svolto e i risultati che sono stati molto apprezzati da mercato e investitori. La continuità del lavoro di Moretti sarà adesso rappresentata dal confermato presidente Gianni De Gennaro.

Nessun cambio di guardia in Eni ed Enel, due storiche partecipate strategiche nel settore dell’energia. Confermatissima l’ex numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia che mantiene la poltrona di presidente dell’Eni cosi come Claudio Descalzi proseguirà il proprio ruolo di amminsitratore delegato. Anche in Enel Patrizia Grieco e Francesco Starace manterranno le rispettive cariche di Presidente e Amministratore Delegato. Cambio di guardia in Enav, l’ente nazionale per l’assistenza di volo, con l’approdo di Roberto Scaramella alla poltrona di presidente al posto di Ferdinando Beccalli, mentre proseguirà il proprio compito l’amministratore delegato Roberta Neri. Il giro di vite nelle nomine delle partecipate ha riguardato anche Terna, dove Luigi Ferraris sarà il nuovo amministratore delegato (in precedenza direttore finanziario di Poste Italiane).

Le scelte del governo duramente contestate dalle opposizioni

Le nuove nomine hanno scatenato una bagarre in Parlamento, con il M5S che ha attaccato duramente l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi reo, secondo i pentastellati di ‘essersi dedicato a piazzare i propri uomini, molti chiaramente di origine toscana, nelle società casseforti dello Stato’. Un comportamento che il M5S, per bocca del leader Beppe Grillo, ha giudicato estremamente ‘pericoloso’.

Levata di scudi anche da parte del centro-destra che ha giudicato ‘incomprensibili’ le scelte del governo.

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