Lenti a contatto in piscina, una donna perde la vista dopo un tuffo

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Lenti a contatto in piscina, una donna perde la vista dopo un tuffo

La storia di Emma ha davvero dell’incredibile, fatta da anni di calvario e non solo. Secondo quanto reso noto dal sito Ilmessaggero.it la donna avrebbe usato le lenti a contatto in piscina. La donna perde la vista dopo un tuffo.

Perde la vista in piscina

Il dramma di Emma sarebbe stato causato da un’eccessiva leggerezza in un giorno di vacanza? Ad ogni modo il suo calvario è cominciato nel 2013, dopo una vacanza in Scozia. La donna inglese, secondo quanto raccontato da Ilmessaggero.it, avrebbe deciso di fare un bagno in piscina senza togliere le lenti a contatto. Emma, dopo circa 20 minuti, è dovuta uscire dall’acqua perché accusava una forte irritazione all’occhio sinistro.

Diagnosi: uveite anteriore

A quanto pare Emma avrebbe iniziato ad accusare i primi malesseri all’occhio, immaginando magari che andassero via da soli. Qualche giorno dopo ecco che la donna, accompagnata dal suo compagno, decide di recarsi al Royal Bournemouth Hospital dove i medici hanno scritto la diagnosi: uveite anteriore. Questa, non essendo stata curata tempestiva mente, era già arrivata a uno stadio avanzato con la diffusione di batteri nell’occhio. Dopo circa tre giorni e forti dolori, Emma ha perso la vista all’occhio sinistro.

“Pensavo fosse solo un’infezione molto grave”

A raccontare tutto nei dettagli è stata la stessa Emma. Le sue dichiarazioni sono state riportate da Ilmessaggero.it: “Sentivo molto dolore ma ero comunque calma perché pensavo che fosse solo un’infezione molto grave“. Nel 2016 è finalmente arrivato un barlume di speranza per Emma, dopo essersi sottoposta a un trapianto di cornea: “Ora posso vedere anche se non riesco a mettere a fuoco oggetti e persone, e soffro di secchezza all’occhio, ma è sempre meglio questo che non vedere affatto. Penso che siano tante le persone che, come me 5 anni fa, non conoscono i pericoli insiti nell’uso delle lenti a contatto in acqua: probabilmente servirebbe più informazione a questo riguardo“.