Madre cerca di uccidere la figlia di 3 anni con degli psicofarmaci nel biberon

madre cerca di uccidere figlia di 3 anni

Poche ore fa è stata arrestata la madre di 29 anni di Napoli, che ha cercato ti uccidere la figlia di 3 anni con dello benzodiazepine nel biberon, mentre era ricoverata all’ospedale Bambin Gesù.

Secondo quanto dichiarato dalla procura, la donna voleva portare su di se l’attenzione del marito, poiché la loro relazione era in crisi. Le sorelline più piccole sono state affidate ai servizi sociali. Il motivo sta nel fatto che si sospetta la madre abbia tentato di uccidere con lo stesso metodo anche una di loro.

Arrestata la donna per aver tentato di uccidere la figlia di 3 anni

La donna, che ha tre figli, è accusata di aver cercato di uccidere per ben due volte di uccidere la figlia maggiore di tre anni. Il tentativo è avvenuto tramite degli psicofarmaci, il benzodiazepine, inserito nel biberon mentre la bambina era ricoverata in ospedale.

La madre di Napoli, è stata arrestata ed è stata portata nel carcere di Pozzuoli. La donna, è stata prelevata dai carabinieri di Roma in collaborazione con i colleghi di Napoli, ed è stata accusata di tentato omicidio. Si sospetta inoltre, che abbia provato di uccidere allo stesso modo, anche una delle sorelline più piccole, versandole degli psicofarmaci nel biberon.

Nella vicenda infatti, si fa sempre più grande il sospetto, per ora non confermato, che la madre avrebbe cercato di uccidere anche la bimba di un anno. Anche in quel caso per fortuna, il tentativo non avrebbe avuto successo.

I tentativi precedenti della donna

Secondo i risultati delle indagini, la donna avrebbe cercato di eliminare la figlia di 3 anni in due episodi. I due precedenti tentativi di uccidere la bambina, sono avvenuti il 4 e il 19 dicembre 2016, mentre la piccola si trovava al Bambin Gesù per problemi fisici.

Durante quelle giornate, la bambina ha avuto due arresti cardiorespiratori e si è salvata solo perché si trovava in ospedale, grazie al rapido intervento dei medici. La direzione sanitaria dell’ospedale del Vaticano, trattandosi all’apparenza di episodi ingiustificati, ha avvisato dell’accaduto anche la procura di Roma, inoltrando i referti della bambina.

Il 28 dicembre 2016, i militari avevano notificato alla madre 29enne un provvedimento che prevedeva la sospensione della potestà genitoriale. Questo prima dell’arresto eseguito dai carabinieri del Nucleo investigativo della Capitale in collaborazione con i carabinieri del Comando provinciale di Napoli.

Il Tribunale per i minori di Napoli, ha disposto nei confronti dei genitori della bambina, il divieto di avvicinamento alle proprie figlie, ora affidate ai servizi sociali.

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