Mangiare il burro cotto fa bene o fa male? Ecco la verità

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Una buona alimentazione è il primo “step” per preservare il nostro organismo da disturbi e malattie, ed è anche l’approccio più indicato per evitare di mettere su qualche chilo di troppo. Gli esperti di nutrizione consigliano di variare molto la dieta e di inserire alimenti che portano molti benefici al nostro corpo, come ad esempio frutta e verdura

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Al contrario, gli specialisti ricordano di non abbondare con pasti molto “pesanti” e ricchi di grassi, magari cucinati con modalità che rendono la digestione particolarmente difficile: pensiamo ad esempio alla frittura, colpevole anche di generare sostanze tossiche per l’organismo. 

Il burro cotto rilascia sostanze tossiche per l’organismo

Proprio sulla cottura dei cibi, ed in particolar modo su quelli grassi, si sono svolte numerose ricerche per cercare di capire se effettivamente i nostri organi e l’apparato digerente vengono in qualche modo danneggiati. L’esempio classico è quello del burro, che è da tempo oggetto di “discordia”: per alcuni, infatti, sarebbe proprio da eliminare totalmente dalla dieta alimentare; per altri, invece, può essere consumato ma con la dovuta moderazione e senza applicare delle cotture errate.

I più “radicali” sostengono che il burro vada sostituito con l’olio di semi o l’olio di oliva, mentre l’altro schieramento ritiene semplicemente che il burro vada mangiato “fresco”, senza farlo cuocere. Come ricordato da tanti specialisti, i grassi devono far parte della nostra dieta esattamente come i carboidrati e le proteine perchè ricchi di proprietà nutritive: l’importante è non abusarne e sapere come consumarli nel modo giusto. 

Il burro, ad esempio, ha delle proprietà interessanti che però rischiano di scomparire totalmente se si decide di cucinarlo ad alte temperature. La resistenza del burro alle temperature troppo elevate è davvero molto blanda: se optiamo per questa scelta, favoriremo il rilascio di sostanze nocive per il nostro organismo. Ecco perchè il burro non andrebbe mai cotto, e non è opportuno nemmeno farlo sciogliere sopra cibi giù caldi o bollenti. Le sostanze rilasciate dal burro, oltre a danneggiare l’organismo, risultano anche di difficile digestione; inoltre, con la cottura vanno anche a perdersi tutte le vitamine che caratterizzano il burro “fresco”. 

Burro tutti i giorni? Sì, ma a piccolissime dosi

Ma allora basta non cuocere il burro per poterlo mangiare tutti i giorni? Anche qui bisogna stare molto attenti, perchè se è vero che il burro “fresco” riesce a fornire delle proprietà benefiche al nostro corpo, è vero anche che se lo si consuma in maniera indiscriminata non offre vantaggi, ma piuttosto danneggiamenti al nostro stato di salute (pensiamo soprattutto al colesterolo, ndr). Gli esperti consigliano di non superare i 10 grammi al giorno: solo con queste dosi si può favorire un’azione antiossidante che va a preservare anche la salute delle arterie. Infine, chi non gradisce troppo il burro “normale” può optare per alcune varianti, come ad esempio la margarina e il burro vegetale: tuttavia, è bene tenere sempre a mente che la parte solida degli olii è potenzialmente pericolosa per la nostra salute.

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