Matteo Salvini contro tutti: “O cambiate ministro o cambiate paese”

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La tensione che si può avvettire in questi giorni è più che palpabile. Il contesto è ancora quello della Nave Diciotti, ferma in attesa di nuove istruzioni con 150 migranti a bordo (i 29 minori presenti sulla nave sono stati fatti scandere dalla stessa). La linea adottata da Matteo Salvini è sempre la stessa: chi è presente su quella nave non scenderà, ma si aspetterà prima che gli altri paesi dell’Ue si facciano avanti per accogliere parte dei migranti. E lo scontro si allarga anche a Roberto Fico, presidente della Camera, e Sergio Mattarella, presidente della Repubblica. L’obiettivo – come ribadito dallo stesso ministro degli interni – è quello di seguire il No Way australiano.

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L’attacco a Roberto Fico, presidente della Camera

Se Matteo Salvini contro tutti poteva apparire come una semplice reminiscenza cinematografica di natura fantozziana, adesso è realtà dopo le parole indirizzate alle diverse parti del governo. Uno dei bersagli è Roberto Fico, presidente della Camera che aveva invitato Salvini a far scendere i migranti dalla Nave Diciotti, per poi procedere con la distribuzione degli stessi tra i vari paesi dell’Unione Europea.

Ma Salvini non ci sta:  “Faccia il presidente della Camera che io faccio il ministro”. E ancora “qualcun altro ha tanto tempo per parlare, penso al presidente della Camera, che ogni tanto dice e fa l’esatto contratto di altri esponenti M5s”.

Le parole per Sergio Mattarella

Non manca neanche l’attacco a Sergio Mattarella, che proprio con Roberto Fico aveva pensato alla mossa migliore relativa ai migranti stessi sulla nave.

“Non temo assolutamente nulla, ho la coscienza più che a posto”, ha detto riferendosi proprio a Mattarella e a una probabile azione da parte del Quirinale,  “Dalla Diciotti non scende nessuno”. E per dissente: “cambi Paese o cambi ministro”.

Le minacce di dimissioni e “l’autodenuncia”

Neanche l’indagine aperta dalla procura di Catania fa tremare il ministro dell’interno. La sua linea rimane dura: seguire il No Way australiano, secondo il quale tutti i migranti che vengono soccorsi in mare non sbarcano sul suolo del paese. Per Matteo Salvini tutti coloro che sono a bordo della Nave Diciotti sono irregolari, e dunque non toccheranno il suolo italiano.

E sull’indagine: “Se qualche procuratore mi vuole indagare e interrogare, io sono pronto a spiegare le mie ragioni. Perché aprire un’inchiesta contro ignoti? Io mi autodenuncio, sono qua, sono ministro dell’Interno e ritengo mio dovere difendere la sicurezza e i confini del nostro Paese”. 

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