Medico salva bimba malformata in aereo con aiuto di pilota e passeggeri

I giornali scrivono “Medico salva bimba” ed è vero, la missione si è svolta, lottando contro la morte e contro il tempo. Con a disposizione solamente due bombole d’ossigeno e appena 90 minuti, un tempo che vale una vita.

Alessandro Frigiola, primario di cardiochirurgia pediatrica, ormai 75 enne, vola con questa piumetta di appena 10 giorni, Amina, nata con una malformazione al cuore e che da Tunisi sta volando a Milano per essere sottoposta a delicato intervento.

Medico salva bimba malformata, il racconto del primario

“Se ci sarà bisogno, darò una mano” erano state le parole del professore quando aveva saputo della sua piccola compagna di viaggio, e la premonizione si è avverata. Un ritardo di quattro ore per la partenza mette a repentaglio la salute della neonata che respira solo grazie alle bombole d’ossigeno, e così il papà di Amina va in cerca del dottor Frigiola, è disperato. «Mia moglie aspetta da tre ore in cabina con la bimba, l’ossigeno sta finendo».

La partenza alle 15.30 con solo due bombole rimaste. Ossigeno per 90 minuti, viaggio che di minuti ne conta 100. Il medico va allora dal pilota e gli dice: «Deve accelerare il più possibile perché non c’è tempo, vada più veloce». Intanto la temperatura della bambina cala a picco da 37 gradi, a 36.8, a 36.4. Nessuna culla termica per Amina, solo una copertina che non basta a garantirle il calore necessario.

Il professore Frigiola racconta «Sono tornato dal comandante e gli ho fatto alzare al massimo il riscaldamento. Gli altri passeggeri sudavano, ma ho spiegato loro perché lo abbiamo fatto e nessuno ha protestato, anzi… ».

E nel frattempo i passeggeri, italiani e tunisini non temono di patire il caldo perché vogliono assolutamente proteggere la piccola Amina.

Medico salva bimba, un miracolo che si avvera

I miracoli esistono, e Amina ne è stata protagonista, grazie ad un volo di soli 85 minuti per arrivare dall’Africa al capoluogo lombardo e una volta atterrati a Malpensa l’ambulanza ci mette pochi attimi per prendere con sè la bimba, che può essere così collegata ad altre bombole d’aria e trasportata al San Donato.

Il giorno seguente viene operata dal professor Marco Carminati, primario di cardiologia pediatrica. È lui ad aprire la valvolina chiusa (un’atresia) nel cuoricino di Amina e a consentire che i suoi polmoni ricevano il sangue dal ventricolo destro.

Frigiola dice intenerito «Sono rimasto in contatto con la famiglia e il medico di Tunisi che li ha accompagnati, voglio essere informato su come crescerà la bambina. La valvola potrebbe chiudersi nuovamente. Ho raccontato ai passeggeri in italiano e in francese cosa stesse succedendo, hanno dato il loro supporto».

Informazioni su Alessia D’Anna 538 Articoli
studentessa in giurisprudenza amante della scrittura, con esperienza nelle notizie dell'ultima ora

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