Melanoma: per le donne incinte problema pericoloso

Durante la gravidanza, la pelle potrebbe subire dei cambiamenti. Il problema sorge allorquando si presenti il melanoma cutaneo, che è ancor più pericoloso quando si è in dolce attesa.

Secondo quanto dicono i dermatologi ci sono 147.000 pazienti con diagnosi di melanoma cutaneo e circa 14.000 nuovi casi ogni anno.

Melanoma in gravidanza: la diagnosi è più grave

Il melanoma rappresenta il 7% dei tumori giovanili femminili, ma se individuati precocemente, la terapia d’elezione è la chirurgia. Qualora invece si sia già in fase avanzata e metastatica, la prognosi è pessima».

Secondo uno studio condotto su 500 donne con meno di 50 anni e la diagnosi di melanoma in gravidanza è più pericolosa, dal momento che il tumore ha una probabilità maggiore di 5 volte di decesso, di 7 volte in più di andare incontro a metastasi.

Gli autori dello studio, i ricercatori della Cleveland Clinic, pensano che un ruolo fondamentale sia ricoperto dagli ormoni. Inoltre, da una attuale analisi di 15 studi che porta la firma del professor Giuseppe Argenziano, responsabile della Skin Cancer Unit dell’IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, è stato evidenziato come mediamente una donna in gravidanza con melanoma abbia una percentuale di mortalità superiore del 17% rispetto alle donne non in gravidanza affette dalla medesima patologia.

 

Melanoma: attenzione ai nei in gravidanza

È bene ricordare che in gravidanza, compaiono lesioni cutanee fisiologiche, dei difetti che non hanno nulla di grave. I melanociti sono, infatti, molto sensibili agli ormoni. Si nota come si verifichi un aumento del numero e delle dimensioni dei nei.

I dati su melanoma e gravidanza sono molto recenti, ora è oggetto di molte discussioni durante i congressi di dermatologia, ma ancora non ci sono delle linee guida su quanti e a quali controlli una donna debba sottoporsi.

Gli esperti consigliano di fare attenzione «Alla comparsa di un neo ex novo in età adulta. Infatti, i nei – alcuni dei quali possono essere presenti alla nascita – aumentano di numero fino a circa trent’anni, per poi stabilizzarsi ed eventualmente scomparire in età avanzata. Alcuni altri falsi miti andrebbero smentiti: non c’è una stagione di preferenza per la comparsa di nuovi nei; quelli che fanno seguito ad una scottatura o esposizione solare non sono nei, ma lentigo solari, biologicamente diversi dai nei. Infine, sì a scattare delle foto della propria pelle, perché può essere utile tenere traccia della comparsa di un neo e delle sue modificazioni, ma ciò non è sostitutivo del controllo specialistico, consigliato una volta l’anno». 

 

Informazioni su Alessia D’Anna 540 Articoli
studentessa in giurisprudenza amante della scrittura, con esperienza nelle notizie dell'ultima ora

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