Migliora il deficit: è il più basso dal 2000

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Migliora il deficit: è il più basso dal 2000

Arrivano notizie positive da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) che, nel primo trimestre del 2018, ha rilevato un andamento nettamente positivo dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto con il Pil. Migliora il deficit, quindi, con un valore in percentuale che è pari a 3,5% (mezzo punto in percentuale in meno rispetto al primo trimestre del 2017). Il valore del deficit è il più basso da 18 anni: una percentuale analoga, infatti, era stata rilevata soltanto nel 2000. Questi tutti i dati rilevati dall’ISTAT.

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Migliora il deficit, ma cala il potere d’acquisto

La notizia principale che si può trarre dalla nota ISTAT è sicuramente quella del miglioramento del deficit. L‘indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto con il Pil, infatti, è sceso di mezzo punto in percentuale rispetto al 2017 e ora ha un valore pari al 3,5% (che non era così basso da 18 anni, cioè dall’inizio del nuovo millennio).

Tuttavia, l’Istituto Nazionale di Statistica ha allegato, al dato principale, altre percentuali che riguardano potere d’acquisto, reddito delle famiglie consumatrici, consumi e pressione fiscale. Quanto al reddito delle famiglie consumatrici, esso è leggermente cresciuto dello 0,2%, “a un ritmo inferiore a quello dell’ultima parte del 2017”. Quanto, invece, al potere d’acquisto è calato (ancora una volta dello 0,2%),  “a un ritmo modesto, inferiore a quello dell’ultima parte del 2017”. Ma la nota principale è che “in presenza di una dinamica inflazionistica in lieve accelerazione, si è determinato, per la prima volta da oltre un anno, un calo congiunturale del potere d’acquisto”.

Sale la percentuale relativa ai consumi

Non solo migliora il deficit, ma sale anche la percentuale relativa ai consumi. Analogamente, diminuisce anche la propensione al risparmio. Nel primo trimestre del 2018, infatti, i consumi sono aumentati dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. Il valore positivo si affianca a quello del calo della propensione del risparmio: essa ha perso, in percentuale, mezzo punto e ora si attesa al 7,6%. Il valore è lo stesso del secondo trimestre del 2017, che rappresenta il minimo dal 2012.

Quanto, invece, alla spesa annua per le famiglie per i consumi, è cresciuta dell’1,7%. Infine, il tasso d’investimento delle famiglie è pari al 5,9% nel primo trimestre del 2018. Il tasso d’investimento viene calcolato come rapporto tra investimenti fissi lordi e reddito disponibile lordo.

Importante calo della pressione fiscale

Un ultimo dato rilevato dall’ISTAT è quello dell’importante calo della pressione fiscale. Non è un calo considerevole, dal momento che c’è stata una flessione dello 0,2%, ma è comunque da sottolineare. Nel primo trimestre del 2018, infatti, il valore della pressione fiscale si è attestato a quota 38,2%. Aumento, invece, delle uscite (identico valore, 0,2%) rispetto al primo trimestre del 2017, mentre l’incidenza sul Pil (pari al 45,6%) è diminuita con una percentuale più larga dello 0,8%.

Quanto, invece, alle entrate nel 2018, esse sono aumentate dell’1,3%, con un’incidenza sul Pil pari al 42,1% (-0,3% rispetto al primo trimestre del 2017).

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