Mini Olimpiade a Perugia, un evento dedicato ai malati di Parkinson

Mini Olimpiade a Perugia, un evento dedicato ai malati di Parkinson

Quando la medicina incontra lo sport possiamo assistere solo a qualcosa di straordinario. A breve potremmo assitere alla Mini Olimpiade a Perugia, un’evento dedicato interamente ai malati di Parkinson.

Lo sport aiuta i malati di Parkinson?

Da sempre i medici italiani, e mondiali, si sono sempre fatti portavoce di varie campagne di sensibilizzazione a favore dell’attività fisica. Lo sport aiuta i malati di Parkinson in maniera non indifferente, soprattutto se teniamo conto del fatto che questa è un malattia altera la normale attività dei movimento, compromettendo in modo incisivo anche l’equilibrio. Sulla base di queste motivazioni, infatti, quando viene scoperto il Parkinson si consiglia al paziente di intraprendere in modo serio e costante attività sportive come pilates, yoga, piscina o corsa campestre, al fine di aggredire la malattia imponendo una reazione al corpo, oltre che attraverso i farmaci.

Eventi benessere, impariamo a conoscere il Parkinson

In questi anni sono aumentati in maniera considerevole i vari eventi legati al benessere fisico, seguiti anche da altre campagne di sensibilizzazione promosse anche attraverso film come Amore & Altri rimedi, dove la protagonista interpretata da Anne Hathaway è affetta appunto da Parkinson. A tal proposito è stata ideata anche la Mini Olimpiade di Perugia, con lo scopo di coinvolgere tutti coloro che aderiscono alle campagne “impariamo a conoscere il Parkinson“.

Mini Olimpiade di Perugia info

La Mini Olimpiade di Perugia si terrà il prossimo 25 aprile e, secondo le prime info, prevede di accogliere circa 800 partecipanti. A organizzare l’evento è stata l’Unione parkinsoniani Perugia, nel programma sono previsti anche una passeggiata al verde e un’escursione in mountain bike: “Il nostro obiettivo – ha dichiarato Elisa Marcaccioli, tra gli organizzatori dell’evento promosso dall’ospedale Santa Maria della Misericordia- è quello di ribadire che l’attività sportiva, a qualsiasi età, è propedeutica per contenere i sintomi motori e non della malattia. Alle discipline sportive aderiscono sia pazienti che familiari ed amici. Chi è affetto da parkinson non deve mai sentirsi isolato, messo da parte”.

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