Morso del ragno violino, perché è pericoloso

Ragno violino, cosa fare in caso di morso

Il morso del ragno violino è pericoloso. Questo insetto apparentemente innocuo è molto diffuso in Italia. Un vigile di 59 anni di Terni è stato salvato per miracolo dopo essere stato morso dal ragno violino.

Ragno violino, dove si trova

Il nome scientifico del ragno violino è Loxosceles rufescens. L’appellativo è dovuto ad una macchia che si trova sul corpo. Gli esemplari maschili non superano i 7 mm, mentre le femmine 9 mm. Il ragno violino è un insetto notturno che nei mesi invernali si nasconde nelle nostre case (nei battiscopa, nelle fessure, nelle ceste di legno, nella biancheria) e in estate si trasferisce in giardino, ma sempre nei pressi delle abitazioni. Il ragno violino si trova anche nei solai, negli scantinati e nei bagni.

Cosa fare dopo il morso del ragno violino

Il sintomi del morso del ragno violino sono diversi e non si manifestano all’istante. Dopo qualche ora la zona colpita si arrossa e si avvertono formicolii, prurito e bruciore. Nelle 48-72 ore successive al morso del ragno violino la parte interessata può andare incontro a necrosi e ulcere. I casi più gravi sono quelli in cui sopraggiunge la febbre, rush cutaneo, ecchimosi e ancora danni ai reni ed emorragie intere. Il ragno violino con il morso inietta il veleno nel nostro corpo e dei batteri che sono capaci di proliferare anche in assenza di ossigeno, causano la liquefazione dei tessuti.

Quando ci rendiamo conto di essere stati morsi dal ragno violino dobbiamo lavarci subito con acqua e sapone. Inoltre è necessario catturare il ragno per accertarsi se si tratta proprio del Loxosceles rufescens o di un’altra specie. È consigliabile contattate il centro antiveleni, soprattutto se compaiono i sintomi descritti in precedenza o lesioni che diventano più scure.

Il caso del vigile di Terni

Oggi si parla del morso del ragno violino perché un vigile di Terni di 59 anni ha rischiato di morire. Mentre faceva dei lavori in casa ha visto il ragno sul braccio ma non gli ha dato importanza perché era minuscolo. Due giorni dopo ha notato delle piccole croste e quando è arrivato in ospedale il braccio era in necrosi e con lesioni multiple. Il vigile è stato curato presso il centro malattie infettive dell’ospedale di Terni e la dottoressa Francisci ha spiegato che “considerando superato lo stato tossico e settico generale con cui era entrato, si è riusciti a recuperare la completa funzionalità di tutti gli organi oltre che del braccio colpito”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*