Morto Carlo Vanzina, re dei cinepanettoni

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Morto Carlo Vanzina, re dei cinepanettoni

Carlo Vanzina è morto a Roma nella notte. Regista e produttore di successo ha diretto alcune pellicole cult del cinema italiano come “Vacanze di Natale” e “Eccezzziunale veramente”. In un comunicato la famiglia ha fatto sapere che ha lottato lucidamente contro la malattia che l’aveva colpito.

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Addio Carlo Vanzina

«Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese». È questa la nota congiunta della moglie e del fratello di Carlo Vanzina, con cui è stata annunciata la sua morte. Il regista aveva 67 anni ed era nato il 13 marzo 1951. Il padre Steno, era regista e sceneggiatore, autore di film di culto come “Un americano a Roma”, Carlo aveva il cinema nel sangue. Del padre diceva che gli aveva insegnato che il loro era un mestiere “artigianale” paragonandolo all’avvocato. Nonostante non dovessero pensare di costruire dei capolavori i loro film hanno scandito la vita degli italiani.

I film di Carlo Vanzina

Carlo Vanzina si era diplomato alla scuola Chateaubriand a Roma, e ha iniziato la carriera nel mondo del cinema come aiuto di Mario Monicelli negli anni ’70 e dopo aver collaborato con il padre dirige il suo primo film nel 1796: “Luna di miele in tre” è stato scritto con il fratello Enrico e con Renato Pozzetto. Sono almeno una sessantina i film di Carlo Vanzina, considerato il re dei cinepanettoni per la fortunata serie “Vacanze di Natale” (il primo nel 1983), ma il più amato resta “Sapore di mare”.

La critica non è sempre stata clemente nei confronti dei film di Carlo Vanzina e durante un’intervista disse che per anni è stato “confinato in serie B”. Eppure lui è riuscito a raccontare gli italiani con ironia, ancora prima di Checco Zalone, ha parlato degli yuppies, dei nobili, delle platinate, e ancora dei circoli sportivi sede di affari. Quei film sbancavano il botteghino ma non erano considerati cinema d’autore perché sconfinavano nel trash. Probabilmente oggi tutti celebreranno Carlo Vanzina, accade sempre così quando ci lascia un grande artista.

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