Morto Deso Dogg, il rapper dell’ISIS

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Morto Deso Dogg, il rapper dell'ISIS
Fonte: Twitter

Stavolta la news sembra fondata: pare che Denis Cuspert, alias Deso Dogg, alias Abu Talha al-Almani è morto: conferma dal Site, il gruppo di monitoraggio della propaganda jihadista.

Deso Dogg è morto, addio al rapper dell’ISIS

L’hanno dato per morto almeno due volte, ma secondo fonte Wada Media, ovvero il canale di propaganda vicino all’ISIS,  il rapper dello Stato Islamico Denis Cuspert, alias Deso Dogg, alias Abu Talha al-Almani sarebbe morto. Ulteriore conferma arriva anche da Site, il gruppo di monitoraggio della propaganda jihadista, con tanto di dettagli e foto. In rete e soprattutto su Twitter circolano varie immagini del corpo di Cuspert, il quale sarebbe stato ucciso il 17 gennaio in Siria a Gharanij, nella zona di Deir el Zor. La propaganda jihadista lo cita come martire con la kunya, il suo nome di battaglia, Abu Talha al-Almani. Non è chiaro però se la morte sia dovuta a ferite riportate durante gli scontri o a causa di un raid e non c’è certezza circa la data del decesso.

Chi era Deso Dogg

Cuspert era stato dato per morto in Siria nel 2015 in un bombardamento statunitense a Raqqa ma la notizia era poi stata in parte smentita. Da almeno tre anni era noto per il suo ruolo attivo sul campo, per aver preso parte a numerose decapitazioni e per essere diventato uno dei protagonisti della propaganda jihadista e dei suoi violenti video. Deso Dogg, metà ghanese, metà tedesco dopo aver tentato di imporsi sulla scena della musica rap tedesca con questo nome e nel 2009 si era convertito all’Islam ed era entrato a far parte dei circoli salafiti tedeschi. Nel 2010, dopo un grave incidente d’auto e dopo essere entrato in contatto con Pierre Vogel, un ex boxer e predicatore musulmano tedesco, inizia il suo percorso di radicalizzazione. Abbandona il rap, considerato haram (proibito) dalla dottrina salafista, e passa ai nasheed, i canti islamici, in cui descrive Berlino come una città di infedeli e dove inneggia al martirio Nel 2012 si sposta a Solingen e insieme ad un uomo di nome Mohamed Mahmoud fonda Millatu Hibrahim, network di propaganda online per imporre la sharia in Germania.

Deso Dogg propaganda dell’ISIS

Le autorità tedesche lo accusano di aver ispirato un attentato contro due soldati americani all’aeroporto di Francoforte. Il New York Times riporta che l’autore dell’attacco avrebbe deciso di uccidere i due uomini dopo aver visto un filmato postato da Cuspert su Facebook in cui due soldati americani stuprano una musulmana. A metà del 2013, l’ex rapper rispunta in Siria dove si è unito al gruppo jihadista Junud al-Sham  in cui dichiara di essersi unito alla guerra contro il regime di Assad e diventa Abu Talha Al-Almani. In settembre viene ferito in un raid e per lui le autorità tedesche spiccano un mandato di cattura internazionale. Alla fine dell’anno Cuspert giura fedeltà allo Stato islamico, diventando star della propaganda del Califfato. Non è famoso come Jihadi John, ma tra i miliziani è un mito per la sua ferocia di taglia teste. Alcuni lo paragonano al predicatore yemenita Anwar Al Awlaki per la sua popolarità. L’anno successivo i media tedeschi lo danno per morto in un’imboscata di Al Nusra, ma poi la notizia viene smentita e Cuspert compare in altri filmati di propaganda. Con i suoi filmati era riuscito a reclutare centinaia di giovani. Era stato anche protagonista di una relazione con Daniela Greene, 38 anni, traduttrice dell’FBI, incaricata di sorvegliarlo che poi aveva disertato per unirsi in matrimonio con lui. All’epoca la Greene mentì all’FBI sui suoi spostamenti e avvisò il nuovo marito delle indagini in corso su di lui. La donna, peraltro, dopo poche settimane si rese conto dell’errore commesso e decise di scappare negli Stati Uniti, dove fu immediatamente arrestata.