Motto nazista sull’officina: il proprietario non conosce la storia di Auschwitz

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Arbeit macht frei: l'orrore di Auschwitz sul muro di un'officina a Rimini

Il 27 gennaio ricorre il Giorno della Memoria istituito per non dimenticare gli orrori perpetrati dai nazisti nei campi di concentramento. Una triste pagina della storia che il proprietario dell’officina di Rimini non conosceva visto che sul muro ha affisso un cartello con il motto di Auschwitz: Arbeit macht frei.

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Il lavoro rende liberi

Alessandro Bertuccioli ha 39 anni ed è il titolare di un’officina meccanica a Rimini, poco distante dal quartiere fieristico della città. Sul portone aveva deciso di mettere un cartello, più visibile dell’insegna che riportava questa scritta: Arbeit macht frei. Una frase che gli piaceva molto perché la traduzione in italiano è “Il lavoro rende liberi”. Come riporta Il Corriere della Sera, Bertuccioli è convinto che abbia un significato “vero”. Purtroppo ignorava il fatto che fosse il motto dei campi di concentramento di Auschwitz. Il meccanico si è giustificato dicendo che è nato nel 1979 e che non conosce la storia del nazismo. Inoltre ha aggiunto che rispetta tutti (bianchi e neri) e che non è razzista. Quello di Alessandro Bertuccioli era solo un “omaggio” alla Germania “locomotiva” dell’Europa, l’Anpi però sospetta che quella fosse una provocazione.

L’invito del Comune di Rimini

Il cartello con il motto di Auschwitz era sul muro dall’officina da circa un mese, nessuno si era accorto della sua presenza. In questo caso i social si sono rivelati molto utili e si è accesa la polemica. Bertuccioli non è  assolutamente pentito del suo gesto e l’amministrazione di Rimini ha annunciato di voler valutare azioni in sede civile per il danno d’immagine arrecato dal cartello ad una città “medaglia d’oro” per la Resistenza. In Germania esiste anche una legge specifica per questo tipo di iniziative e i colpevoli sono puniti con il carcere. Sconvolge soprattutto la disinvoltura con cui Bertuccioli ha dichiarato la sua ignoranza e il Comune lo ha invitato ad assistere alle manifestazioni in programma per il 27 Gennaio, il Giorno della Memoria. La cura per l’ignoranza è la conoscenza.

Meccanico massacrato rimuove cartello nazista

Il cartello con il motto di Auschwitz comunque è stato rimosso, Bertuccioli non sembra affatto pentito, il problema sono le telefonate dei giornalisti che lo assillano di continuo e gli impediscono di lavorare. Il 39enne ha dichiarato che non voleva offendere nessuno e non vuole perdere altre giornate. Tra le varie telefonate, come riporta Il Resto del Carlino, ci sono anche quelle degli amici che gli dicono che è “diventato una star”. Il meccanico non è interessato a finire in prima pagina e soprattutto ha declinato l’invito dell’amministrazione comunale di Rimini agli eventi per il Giorno della Memoria. A questo punto, urge più che mai, procedere con l’approvazione della Legge Fiano che giace in Senato.

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