Loading...

Lettera35 Logo Lettera35
Sei Qui: Home » Nave Aquarius: l’odissea continua, l’Italia rifiuta di accoglierla

Nave Aquarius: l’odissea continua, l’Italia rifiuta di accoglierla

Da Redazione

Agosto 13, 2018

Nave Aquarius: l’odissea continua, l’Italia rifiuta di accoglierla
google news

Non è ancora finita l’Odissea della nave Aquarius, l’ONG che ancora una volta si trova bloccata nelle acque del Mediterraneo dopo il rifiuto da parte sia dell’Italia che di Malta. Barcellona si dice pronta ad accogliere la nave umanitaria, ma il governo spagnolo prende tempo, dichiarando di non essere sicuro del fatto che quello di Barcellona sia il porto più sicuro. Intanto, nove uomini tunisini hanno preferito arrivare a Lampedusa, rischiando in mare, piuttosto che salire sulla nave Aquarius.

Contenuti

Nave Aquarius: no secco da parte dell’Italia

E’ passato un mese da quando i migranti furono accolti dal porto di Valencia, ma la situazione rimane pressochè la stessa. La nave Aquarius si trova ancora ferma nel Mediterraneo, in attesa di ricevere una destinazione sicura per lo sbarco. E’ ferma anche la posizione dell’Italia, che si dichiara non disposta ad accogliere i migranti attraverso le parole di Salvini e di Toninelli.

Così il Ministro delle Infrastrutture su Twitter:  “L’Ong #Aquarius è stata coordinata dalla Guardia Costiera libica in area di loro responsabilità. La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera di Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi”. A queste parole si aggiungono quelle di Matteo Salvini: “Proprietà tedesca, noleggiata da Ong francese, equipaggio straniero, in acque maltesi, battente bandiera di Gibilterra. Può andare dove vuole, ma non in Italia!”

Ferma anche la posizione di Malta

La situazione non migliora neanche guardando al porto maltese, dal momento che è arrivato un secco rifiuto anche da parte dell’isola. A questo punto, con due rifiuti ufficiali, la situazione della nave Aquarius è di vero e proprio stallo. Così commenta la ONG: “le autorità marittime maltesi e italiane ci hanno informato che non indicheranno alla Aquarius un porto sicuro per lo sbarco dei 141 sopravvissuti a bordo”.

Lo snervante stand-by è stato commentato anche dal presidente dell’ONG, che ha così dichiarato: “Tutti i paesi europei si assumano le proprie responsabilità per trovare un porto sicuro per la nave umanitaria Aquarius, che ha salvato 141 persone venerdì. L’Aquarius è in posizione tra Malta e l’isola italiana di Lampedusa”.

Nove tunisini salvati da una motovedetta italiana

Intanto, lo stallo è così preoccupante che inizia ad avere una sua rilevanza anche nel momento in cui si effettuano gli sbarchi. Nove uomini tunisini e due bambini sono infatti stati identificati in mare, ed è stato chiesto loro di salire sulla ONG. La risposta è stata negativa: i tunisini hanno preferito raggiungere Lampedusa in mare, ritenendolo un modo più sicuro.

Sono allora stati muniti di salvagenti, acqua, cibo e cure mediche. Poi sono stati lasciati andare: più tardi, una motovedetta italiana li ha identificati e portati a Lampedusa.

Redazione Avatar

Redazione