Negozi chiusi durante le feste, quanto vale lavorare nei giorni festivi

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Negozi chiusi durante le feste, quanto vale lavorare nei giorni festivi

Il M5S schierato per la chiusura festiva, ma quanto vale tenere la saracinesca del proprio negozio sollevata la domenica? La Repubblica prova a stimare il reale valore delle aperture nei giorni festivi.

Negozi chiusi durante le feste, inchiesta de La Repubblica

Il dibattito politico sta infiammando questo Natale 2017 più delle luminarie in giro per le città. Il Movimento 5 Stelle è deciso a non mollare la presa in fatto di chiusura dei negozi di domenica e nei giorni festivi, ma perché avviene questo? Con la liberalizzazione del commercio del Governo Monti, l’apertura festiva vale molto. La Repubblica ha redatto un reportage a cura e firma di Ettore Livini per capire se conviene fare questo sacrificio.

I reali guadagni durante le festività

Per un ipermercato, si hanno un incremento delle vendite del 20% in più rispetto a un giorno feriale. In generale si tratta di nove miliardi di entrate l’anno. Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, ha spiegato che obbligare i negozi fisici a chiudere è una autentica follia. Questo perché è in atto una sorta di guerra fredda con i siti di e-commerce, Amazon in testa, i quali restano aperti 24 ore su 24 e sette giorni su sette. E, aggiunge Mario Resca di Confimprese, qualora chiudano di domenica anche bar e ristoranti, aeroporti e autostrade, allora blocco sia. Insomma, le due posizioni anno capire esplicitamente di essere contro la proposta di chiusura domenicale e festiva per godere della famiglia e del riposo, oltre che per motivi religiosi.

Aperture domenicali e festive in Europa

In Italia, circa 4,2 milioni di italiani lavora nelle giornate festive. Di questi, 688 mila operano nel settore del turismo e della ristorazione, tanti nella Pubblica Amministrazione e nel settore commercio. E questo vale il 17% delle vendite settimanali. Nel Belpaese il dibattito si accende proprio sotto le feste natalizie, ma nel resto d’Europa il resto dei lavoratori “anomali” cresce di misura. La media europea è attualmente del 30%, contro quella degli italiani che arriva al 24%. In Svezia si parla del 47% dei dipendenti attivi contro la Germania ferma al 22%. Nell’Est Europa, l’Ungheria ha abolito dal 2015 le domeniche lavorative mediante apposito decreto, ma poi sono state reintrodotte a seguito di un referendum chiesto dai consumatori.