Neutrino cosmico, scoperta clamorosa sull’origine

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Un neutrino cosmico ad alta energia ha colpito la Terra il 22 settembre 2017. La sua provenienza era da una galassia nella costellazione di Orione e ha attraversato l’esperimento IceCube che si trova  fra 1,45 e 2,45Km sotto la crosta del Polo Sud.

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Il neutrino IceCube-170922A ha interagito con l’acqua e creato un muone o un elettrone che a loro volta (a queste energie) hanno provocato uno sciame i cui elettroni/positroni nell’acqua o nel ghiaccio vanno più rapidi della velocità della luce in quel mezzo. Quando succede questo, si manifesta quella luce blu di cui tanto si parla tra gli scienziati.

Neutrino cosmico: la svolta

I neutrini non sono particelle rare: centinaia di milioni di neutrini attraversano l’atmosfera terrestre se non in una frazione piccolissima. Per questo motivo, per poterli vedere si devono utilizzare rivelatori molto grandi e quindi l’acqua o il ghiaccio sono una delle scelte più azzeccate.

L’evento protagonista ha dello straordinario: per la prima volta fu possibile individuare l’origine di un neutrino, la cosiddetta controparte elettromagnetica: un blazar, cioè una galassia attiva che ha al centro un buco nero supermassiccio, e che è lontano 4,5 miliardi di anni luce da noi.

La notizia arriva con un telegramma. Non il telegramma di auguti o condoglianze che facciamo nel quotidiano noi, bensì un Atel (telegramma astronomico online): Erik Blaufuss e Claudio Kopper di IceCube hanno inviato il primo, smuovendo tutti gli esperti.

L’impresa ha coinvolto una miriade di scienziati di decine e decine di laboratori di ricerca di tutto il mondo, che hanno sottoscritto lo studio pubblicato in un secondo momento sulla rivista Science. .

Neutrino cosmico: il parere dell’esperto

A questo punto la dottoressa Michela Prest del Dipartimento di Scienza e alta tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria ha affermato che “l’Universo è il più potente acceleratore di particelle esistente. Gli esperimenti come IceCube sono alla ricerca di messaggeri di altissima energia che ci raccontano la storia della nascita dell’universo. I neutrini viaggiano per spazi enormi senza interagire e quando li vediamo ci raccontano da dove provengono. Utilizzando gli strumenti del mondo della Fisica delle particelle applicati all’osservazione spaziale possiamo cominciare a studiare la loro origine. Siamo di fronte a traguardi impensati, un po’ come è successo a Galileo nel 1610″.

 

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