Nutella a rischio, niente nocciole da Georgia e Abkhazia

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Una contesa sulla fornitura delle preziose nocciole tra Georgia e Abkhazia avrà ripercussioni sulla produzione e sui prezzi della Nutella

Produzione Nutella a rischio per colpa della UE: contesa commerciale tra Georgia e Abkhazia

Una curiosa vicenda fa tremare i cioccolato dipendenti e gli amanti della famosa crema spalmabile alle nocciole piemontesi: la Nutella rischia di mancare negli scaffali dei supermercati per una tensione geopolitica tra i maggiori produttori dell’ingrediente principale, ovvero Georgia e Abkhazia.

Nutella, perché tra gli ingredienti spiccano le nocciole di Georgia e Abkhazia

Anche se dovrebbe essere preparata con le pregiate nocciole del Piemonte, la crema spalmabile più famosa del mondo per la sua versatilità e per essere molto golosa è richiesta in tutto il mondo, costringendo la Ferrero a ricorrere all’approvvigionamento dell’ingrediente principale in qualche Stato estero. Se la Georgia è nota per la fornitura di questa frutta secca, i suoi scambi con lo Stato dell’Abkhazia, non riconosciuto, possono essere a rischio. Le nuove norme di Bruxelles hanno messo un veto alle esportazioni. La catena delle ripercussioni possono intaccare anche l’Italia.La Georgia è il terzo fornitore più grande di nocciole, preceduto da Turchia e dall’Italia. La UE ha raggiunto l’accordo Dcfa  ovvero Deep and Comprehensive Free Trade Agreement) per regolare gli scambi tra le parti con reciproca soddisfazione e con quantità, qualità e standard precisi.

Cos’è l’Abkhazia e perché è importante per la produzione mondiale di Nutella

Peccato che le nuove norme UE impongono di indicare la provenienza dei prodotti, quindi la Nutella dovrà indicare da dove reperisce le nocciole. Sulla carta non ci sarebbero problemi, ma una parte della produzione georgiana arriva dall’Abkhazia, un piccolo Paese confinante con la Russia, non riconosciuto dalla comunità internazionale. Se la Georgia si rifiuta di produrre un certificato per permettere al piccolo Stato di avere rapporti commerciali, esso dovrebbe dipendere dalla Russia. Ovviamente, la Nazione di Putin non ha richieste esorbitanti di frutta secca, e, per non far mancare nulla, le cimici asiatiche stanno intaccando anche i raccolti tra Georgia e Abkhazia.