Olio nuovo, cala il raccolto per colpa del clima: prezzi alle stelle

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olio nuovo prezzi alti olio extravergine causa clima e raccolto scarso

In arrivo l’olio extravergine di oliva nuovo Made in Italy, ma Coldiretti segnala un 11% di calo rispetto alla media produttiva, anche se la qualità  ineccepibile: si rischia che olio straniero venga spacciato per quello nostrano e che quest’ultimo sia favorito causa prezzi alti

Olio nuovo Italia, cala la produzione causa siccità e gelate: rischio olio straniero contraffatto

Un olio extravergine di ottima qualità e completamente Made in Italy: l’ultimo raccolto fa abbassare la media produttiva dell’ultimo decennio di questo prezioso condimento tanto usato nella dieta mediterranea e nella cucina italiana. A segnalare il fenomeno la Coldiretti, basandosi sulle stime dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentari e del Consiglio Oleico Internazionale. La conseguenza non è una qualità intaccata, piuttosto la solita frode dell’olio straniero spacciato per quello italiano. Infatti, negli scaffali dei supermercati si vede benissimo un aumento dei prezzi di questo prodotto, per le ragioni appena citate.

Olio extravergine di oliva italiano, Coldiretti evidenzia calo produzione ma ottima qualità

L’ultima produzione, anche se si è registrata la tendenza di un calo, rispetto alla precedente annata è andata bene. La precedente annata ha sofferto un inverno particolarmente rigido, con gelate primaverili e siccità estiva. Il clima non ha inciso sulla qualità, consentendo all’Italia di mantenere saldo il primato nella categoria oli extravergini di oliva a denominazione di origine e indicazione geografica protetta (Dop/Igp). Il raccolto 2017 sarà destinato a 46 marchi riconosciuti dalla UE.

Olio nuovo, i maggiori produttori di olive secondo il Coi

Coldiretti riporta le stime del Coi: il primo produttore mondiale resta la Spagna, mentre la Grecia si trova al terzo posto. Per quanto riguarda le produzioni straniere, la Tunisia, la Turchia, il Marocco, l’Algeria, l’Argentina, la Giordania e L’Egitto sono quelle che rischiano di intaccare gli interessi del Made in Italy. Questo perché c’è un rischio concreto che l’olio straniero venga contraffatto e venduto come italiano, visto che sule bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere è impossibile leggere le etichette con scritto miscele di oli di oliva comunitari e miscele di oli di oliva non comunitari, peraltro obbligatorie per legge. Marche e Puglia, le Regioni italiane con la maggior produzione di olive, registrano un calo della produzione rispettivamente del 25% e dl 30% rispetto all’ultimo decennio.