Omicidio di Yara Gambirasio: le dichiarazioni di Massimo Bossetti, oggi il verdetto

Omicidio di Yara Gambirasio: le dichiarazioni di Massimo Bossetti, oggi il verdetto

Massimo Bossetti condannato in primo grado all’ergastolo parla alla Corte d’assise d’appello. In serata la sentenza

Il carpentiere di Mapello già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio nell’ultima udienza del processo di appello ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee. Massimo Bossetti si è rivolto ai giudici dicendo: «Poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi, neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà». In serata è attesa la sentenza della corte d’assise del tribunale di Brescia. Quello dell’imputato sarebbe un “sincero pensiero” sull’omicidio, così come ha detto lui stesso quando ha preso la parola.

Yara Gambirasio fu uccisa il 26 novembre 2010. Il suo corpo venne ritrovato il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola nascosto tra i rovi. Ad ucciderla è stato Massimo Bossetti, inchiodato dal Dna trovato sugli slip della vittima mischiata al suo sangue. Nel processo di primo grado non sono mancati i colpi di scena che hanno messo in discussione le modalità con cui sono state condotte le indagini. Tanti i ‘gossip’ che hanno trasformato il processo per l’omicidio di Yara Gambirasio in uno squallido teatrino degno dei migliori settimanali scandalistici. Solo con la sentenza è stata fatta giustizia per la tredicenne.

Processo d’appello a Massimo Bossetti: ergastolo confermato?

Non siamo garantisti né colpevolisti, e non possiamo sostituirci ai giudici riuniti in queste ore in camera di consiglio. Oggi ci sarà la sentenza di secondo grado. Il verdetto dovrebbe arrivare in serata. Massimo Bossetti nell’ultima udienza ha anche chiesto scusa per il suo comportamento scorretto tenuto nella prima udienza. Il muratore 47enne di Mapello sostiene che la sua reazione fosse dettata dal fatto che contro di lui sono state dette cose “fantasiose” e “irreali”. Bossetti si è sempre dichiarato innocente, è stato arrestato il 16 giugno 2014 e non è mai uscito dal carcere. La procura generale di Brescia ha chiesto la conferma dell’ergastolo e 6 mesi di isolamento per calunnie nei confronti di un collega su cui avrebbe fatto ricadere pesanti sospetti per l’omicidio di Yara Gambirasio dopo l’arresto.

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