Papua Nuova Guinea, assalto al Parlamento, protesta dei militari non pagati

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Fonte foto:Material World Blog.com

I militari in protesta hanno fatto irruzione in Parlamento in Papua Nuova Guinea. Le forze dell’ordine chiedono di essere pagati per il servizio fornito lo scorso weekend durante il vertice dell’Apec. Danni ingenti all’interno della struttura.

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L’assalto in Parlamento

L’assalto in Parlamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri da parte degli agenti di polizia che chiedevano di essere pagati per aver prestato servizio lo scorso fine settimana durante il vertice dell’Apec.

Il summit dell’Apec ovvero l’Asian-Pacific Economic Cooperation si è tenuto gli scorsi 17 e 18 novembre proprio nella capitale Port Moresby. Questo organismo internazionale è nato nel 1989, come spiegato anche su ilgiornale.it, al fine di incoraggiare e promuovere la collaborazione tra tutti i Paesi che sono sul versante dell’Oceano Pacifico.

I danni a seguito dell’assalto

I danni a seguito dell’assalto sono davvero ingenti. Secondo quanto riportato da Harry Momos, portavoce del Parlamento sono state rotte finestre, distrutti computer e il mobilio all’interno dell’ufficio. Danni sono stati riportati anche sulle porte e lungo i corridoi. Le stanze sono state messe letteralmente a soqquadro da una trentina di agenti di polizia.

Gli uomini delle forze dell’ordine sono state poi ricevute sia dal Presidente della camera sia dal Ministro delle finanze a colloqui privato. Le cariche istituzionali hanno assicurato agli agenti di polizia che si prevederà al più presto al pagamento dovuto.

Il portavoce Momos ha dichiarato che probabilmente a seguito del colloquio non ci saranno altri scontri, anche se questo non lo sostiene il reporter Bryan Jared Kramer, che ha denunciato anche l’aggressione fisica su alcuni parlamentari e i membri dello staff.

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