Pensioni e le nuove manovre del Governo

0

La questione età pensionabile sta coinvolgendo le questioni quotidiane degli italiani. Pare infatti che già da gennaio verranno attuate consistenti novità in materia di pensioni.

Le novità di gennaio 2018

Per andare in pensione, in casi specifici, bisognerà  aspettare qualche mese in più. Per il 2018 infatti sarà parificato il requisito anagrafico per accedere al trattamento pensionistico. Questo significa che la pensione per il lavoratore autonomo subirà un allungamento fino a 66 anni e 1 mese, mentre per i dipendenti del settore privato basteranno 65 anni e 7 mesi.

Per le dipendenti della pubblica amministrazione l’età pensionabile dei 66 anni e 7 mesi ha trovato applicazione già nel 2016 ed è attualmente in vigore.

 

E per l’assegno sociale?

Per quanto riguarda l’assegno sociale invece la manovra prevede la novità che biosgna avere un anno in più di età per incassare l’assegno sociale, perché si passerà dagli attuali 65 anni e 7 mesi a 66 anni e 7 mesi.

Il cumulo dei professionisti

Il cumulo dei professionisti inerisce agli iscritti all’Inps, in quanto per i professionisti che versano i contributi alle Casse di previdenza di settore sono previsti requisiti differenti. Tuttavia nel 2018 dovrebbe cominciare a valere il cumulo dei contributi introdotto un anno fa dalla legge di bilancio 2017. Esso permette di sommare i contributi versati in gestioni differenti per raggiungere più facilmente i requisiti necessari per il pensionamento.

L’attuazione della norma, tuttavia,non appare facile in quanto le Casse nel corso del tempo hanno fissato requisiti e regole di pensionamento differenziate tra le Casse stesse e nei confronti dell’Inps.

Negli ultimi mesi del 2017 molti enti previdenziali hanno stilato nuove regole e inviato le relative delibere ai ministeri vigilanti per ottenere l’approvazione.

Se le convenzioni con l’Inps saranno firmate le pensioni in cumulo potranno essere erogati senza problemi.