Pensioni oggi, respinto il 70% delle domande per l’Ape sociale

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Pensioni oggi 20 ottobre 2017: Inps rifiuta 44mila domande di pensione anticipata di disoccupati, lavoratori precoci, disabili o con parenti malati su 66mila. Quasi il 70% dei richiedenti rischia di non potere accedere all’Ape sociale per andare prima in pensione, ma ci saranno domande recuperate secondo l’istituto di previdenza di Tito Boeri

Ape Sociale Pensioni oggi 20 ottobre 2017, Inps rigetta le domande per andare in pensione anticipata a 63 anni

La news è di quelle che fanno preoccupare: l’Inps ha respinto quasi il 70% delle domande di Ape Sociale ricevute entro la scadenza del 15 luglio 2017. Quindi, le domande di disoccupati, lavoratori precoci, disabili o con parenti malati per andare in pensione a 63 anni e fino a tre anni e sette mesi prima sono state rigettate. Criteri estremamente rigidi applicati dall’istituto di previdenza guidato da Tito Boeri: i tecnici Inps infatti devono verificare il possesso dei requisiti di legge.

Pensioni oggi 20 ottobre 2017 Ape Sociale, rigettate 44mila richieste causa voucher

Le domande di Ape Sociale rifiutate dall’Inps sono circa 44mila su un totale di 66mila, tra richieste per l’Ape Sociale e lavoratori precoci. Il Ministero del Lavoro precisa che i numeri fanno riferimento all’esame effettuato dall’istituto di previdenza di Tito Boeri prima delle nuove indicazioni fornite in data 13 ottobre 2017, proprio dal Ministero. Questo significa che l’Inps riesaminerà delle domande respinte e terrà conto delle nuove disposizioni, rivalutandole. Secondo le previsioni, saranno poche le richieste accolte e una buona parte saranno rigettate una seconda volta.

Pensioni oggi 20 ottobre 2017, andare in pensione a 63 anni: sindacati contro regole Ape Sociale

I sindacati denunciano numerosi casi di lavoratori rimasti senza lavoro e ai quali è stata rifiutata l’Ape Sociale, perché al termine del periodo di Naspi, il sussidio di disoccupazione, avevano accettato lavori di brevissimo periodo, anche a poche ore e retribuite con voucher. Secondo l’Inps, questo comportamento ha fatto sì che si perdesse, per queste persone, lo status di disoccupati. Il Ministero del Lavoro ha fatto chiarezza e ha precisato che il periodo di inoccupazione può essere interrotto dopo la fine della Naspi, purché non siano superati i sei mesi di lavoro. Si stimano più di 2000 domande respinte per questo motivo e saranno accolte, così come quelle dei lavorati occupati tramite voucher. Per chi invece il periodo di occupazione ha superato i sei mesi, invece, non ci sarà ricorso che tenga.