Pil in crescita dell’1,4%: Istat conferma l’aumento nel 2018

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Pil in crescita dell'1,4%: Istat conferma l'aumento nel 2018

Pil in crescita dell’1,4%. Le stime che vedevano il Prodotto Interno Lordo (Pil) italiano in crescita per quanto riguarda il dato relativo al 2018 sono state confermate dall’Istat: il Pil, stando al dato di quest’ultimo, sarebbe in crescita dell’1,4%, in termini reali. Non è, tuttavia, l’unico dato positivo degno dell’attenzione pubblica: anche la produttività cresce, pur della metà rispetto agli altri paesi facenti parte dell’UE, e cala – seppur di poco – anche la disoccupazione. Sono, questi, dati che fanno pensare a un futuro roseo per l’economia italiana o c’è ancora poco di cui ben sperare?

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Pil in crescita dell’1,4%: ma c’è rischio ribasso

L’Istat dispensa dati positivi, confermando le stime che vedevano una crescita, seppur lenta, progressiva per l’economia italiana nel 2018. Importante, in particolar modo, è il dato relativo al Prodotto Interno Lordo (Pil), che è cresciuto dell’1,4%. Tuttavia, il dato relativo alla cresciuta del Pil non va preso, subito, come un qualcosa di assolutamente positivo perchè può essere, spiega l’Istat, vulnerabile a quelli che sono i movimenti del mercato e l’evoluzione del commercio.

Il rischio ribasso non appare essere come un qualcosa di completamente utopico, tenendo conto dell’andamento del prezzo del petrolio. Spiega, infatti, l’Istituto Nazionale di Statistica che, con un «rallentamento del commercio mondiale, pari a 0,5 punti percentuali associato ad un incremento del 10% del prezzo del Brent», ci sarebbe, di conseguenza, anche un ribasso di 0,2 punti di percentuale del Pil, che scenderebbe ad un valore di +1,2%.

Pil in crescita dell’1,4%, cala anche la disoccupazione

Altro dato positivo, permeato da quella che è la nota Istat che fa ben sperare l’economia italiana, è il parallelo tra occupazione e disoccupazione, che vedono un moderato e lento sviluppo in positivo. Per quanto riguarda l’occupazione nel 2018, questa cresce del +0,8%, in termini di utilità di lavoro, mentre il dato relativo alla disoccupazione scende a 10,8%. Chiaramente, seppur positivo, il dato deve per forza trovare un riscontro più che negativo con quello che è il confronto con gli altri paesi dell’Unione Europea. La media europea, infatti, di disoccupazione è dell’8,5%. Il gap da colmare risulta quindi essere ancora troppo ampio.

Più produttività e più investimenti, il dato del 2018

Ultimo dato oggetto di analisi è quello relativo alla produttività e agli investimenti, che vedono ancora aumenti e segni positivi. Per quanto riguarda il primo parametro, tuttavia, bisogna associare all’aumento di produttività un dato negativo, che risulta sempre dal confronto con gli altri paesi dell’Unione Europea. Il tasso di produttività in Italia nel 2018 è sì aumentato, dello 0,6%, ma a confronto con la media europea che vede, invece, una crescita dell’1,3% di Germania e 1,2% della Francia, risulta essere ancora poca cosa.

«Si conferma quindi anche per il 2018 il permanere di un differenziale di crescita a sfavore dell’economia italiana rispetto ai principali paesi europei» è ciò che sottolinea l’Istituto Nazionale di Statistica, che rende ben chiara la situazione italiana, ancora in aperto gap con i paesi europei non soltanto per quel che riguarda la disoccupazione, ma anche la produttività. In altre parole, la produttività in Italia è cresciuta la metà rispetto agli altri paesi europei.

C’è però un ultimo dato positivo e riguarda l’aumento degli investimenti, dettato essenzialmente dalla spesa per macchinari e attrezzatture di proprietà intellettuale: + 4,0% è il dato relativo alla crescita, che contrasta in parte la diminuzione di contributo da parte delle famiglie – leggasi, di consumi – che vive in lieve riduzione.

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