Pomodoro Pachino? Grazie alle importazioni, il prodotto siciliano è stato declassato dall’UE

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Ne è passato di tempo da quando il prodotto italiano sbaragliava ogni concorrenza. E stavolta la prova arriva per il pomodoro pachino, un tempo definito “l’oro rosso della Sicilia” e oggi invece cade vittima della globalizzazione e delle promesse fatte e non rispettate della politica.

Pomodoro pachino: vittima delle importazioni estere

Come è parso in questi giorni sui giornali, gli ultimi mesi hanno visto un crollo vertiginoso del prezzo di mercato a causa delle importazioni provenienti dall’estero. Questa situazione ha spinto dunque gli agricoltori siciliani ha rinunciare alla raccolta di quello che una volta era la loro miglior fonte di guadagno e che ora non risulta proprio più redditizio.

L’imprenditore agricolo Sebastiano Cinnirella ha dichiarato «Produrre un chilo di pomodoro mi costa un euro, tra l’acquisto della piantina e i costi della plastica, dei gancetti, delle tasse, degli operai che devono raccoglierlo e poi trasportarlo, adesso il ciliegino si vende a 50-60 centesimi al chilo, a 30 il pomodoro da insalata. Non vale la pena raccoglierlo».

L’accusa all’UE

Gli agricoltori si sono in massa scagliati contro i trattati siglati dall’UE con i paesi del Nord Africa, che consentono “misure di liberalizzazione reciproche per i prodotti agricoli”.

L’agricoltore Aldo Beninato ha raccontato di aver incontrato 5 ministri in questi anni«Le prime avvisaglie della crisi partono da quegli accordi, ma abbiamo ricevuto solo promesse e prese per i fondelli. Il ministro Maurizio Martina si era impegnato per la vendita alla grande distribuzione, promettendo per questa un percorso di filiera. Tutto questo non c’è stato, siamo abbandonati a noi stessi».