Prestiti: la Banca d’Italia avverte di fare attenzione agli interessi

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A chiunque può capitare di avere a che fare con la necessità di richiedere un prestito. Non dobbiamo dimenticare infatti da questo punto di vista che stiamo vivendo in un’epoca di difficoltà economiche. Per molti nostri connazionali può essere davvero difficoltoso arrivare alla fine del mese o far fronte a delle spese improvvise. Proprio per questo motivo molti italiani si rivolgono alle banche o alle società finanziarie autorizzate per richiedere un finanziamento. Nel momento in cui si richiede un prestito è sempre molto importante stare attenti a riconoscere i tassi che potrebbero rientrare nella categoria dei tassi usurai. Della questione si è occupato di recente anche Altroconsumo. Vediamo in che termini.

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I tassi medi di interesse e quelli massimi

L’indagine compiuta da Altroconsumo ha avuto come obiettivo quello di favorire la diffusione dei tassi medi di interesse effettivi globali e dei tassi massimi che sono stati pubblicati dalla Banca d’Italia.

In questo modo i consumatori possono rendersi conto maggiormente di come fare attenzione che non si superino dei limiti molto importanti stabiliti a livello fisso, come criterio generale da adottare quando si applicano i tassi sul prestito richiesto.

L’indagine ha messo in evidenza che il TAEG medio più basso che si riscontra in Italia è quello che fa riferimento ai mutui ipotecari a tasso variabile, visto che corrisponde ad un TAEG medio del 2,39%. Un TAEG basso è anche quello che si riferisce ai mutui ipotecari a tasso fisso. Il valore medio corrisponde al 2,67%.

Il massimo consentito può arrivare al 7,3%, mentre nel TAEG medio a tasso variabile (sempre in riferimento ai mutui ipotecari) non si può andare oltre il 6,9%.

Il credito revolving

Per approfondire l’argomento puoi consultare ciò che dice anche Prestitimag.it. Quello del credito revolving è infatti un argomento molto interessante ed è proprio questo ciò che viene fuori in riferimento ai tassi di interesse applicati.

Anche in questo caso l’indagine di Altroconsumo rivela dei numeri molto precisi. Il TAEG medio è pari al 16,1% e, secondo le norme, potrebbe arrivare anche ad una media più alta, che corrisponde al 24,1%.

Valori elevati sono anche quelli che si riferiscono agli scoperti senza affidamento. In questo caso, però, dobbiamo fare delle distinzioni. Se l’importo scoperto corrisponde ad un massimo di 1.500 euro, il tasso medio è pari al 15,3%. Il massimo arriva al 23,1%.

Se l’importo scoperto supera i 1.500 euro, il TAEG medio arriva al 15,5% e il suo valore massimo corrisponde al 23,4%.

Gli altri tipi di finanziamento

Un’altra questione molto interessante è quella che riguarda gli altri tipi di finanziamento. Anche in questo caso si fanno sentire i consigli che arrivano direttamente dalla Banca d’Italia. Sugli altri tipi di finanziamento in generale il tasso massimo si calcola aumentando il TAEG medio di un quarto.

Al valore così ottenuto si devono aggiungere altre quattro percentuali. Se si supera un tetto massimo, si ha un caso di usura.

È la stessa Banca d’Italia ad allertare i mutuatari nei confronti di questo tipo di pericolo. Fra i consigli che vengono dati ai consumatori c’è anche la possibilità di considerare le spese accessorie che sono connesse ad un prestito.

Spesso infatti nel corso del finanziamento sono comprese alcune spese che non sono strettamente legate al rimborso del capitale o agli interessi specifici. Possono essere spese che si legano direttamente alla gestione del prestito, come per esempio i costi per l’istruttoria o le spese che sono relative alla gestione delle rate.

Poi ancora l’imposta di bollo e le spese che si riferiscono alle comunicazioni periodiche che la banca o la società finanziaria inviano al mutuatario.

Anche in questo caso si deve prestare la massima attenzione, per evitare di andare incontro a spese eccessivamente alte, che possono mettere in difficoltà chi ha richiesto un finanziamento. Quello che la Banca d’Italia sembra dire, attraverso l’indagine di Altroconsumo, corrisponde al fatto che il pericolo di tassi o di spese rientranti nell’usura è molto più comune di quanto in realtà si possa pensare.

I consumatori possono difendersi anche in maniera preventiva, richiedendo sempre all’istituto di credito a cui si rivolgono per un prestito che venga loro comunicato un preventivo, che indichi anche le spese massime a cui si potrebbe arrivare nel caso della richiesta e dell’accettazione del finanziamento.

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